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04/05/2026 21:03:00

Funierice, scoppia la polemica sul rinnovo dei vertici: diffida dell’ex direttore Fauci

Non è un semplice rinnovo di incarichi. Attorno alla Funierice Service si accende uno scontro che rischia di trasformare una procedura amministrativa in un caso politico e legale. Nel giorno della scadenza per le candidature, arriva una diffida formale che mette in discussione l’intero impianto delle nomine.

A firmarla è Germano Fauci, ex direttore generale della società che gestisce la funivia di Erice, partecipata al 50% dal Comune e al 50% dal Libero Consorzio di Trapani.

 

La diffida: “Conflitto di interessi e rischio illegittimità”

 

Fauci chiede lo stop alla procedura e sollecita verifiche “puntuali e trasparenza totale”. Al centro della contestazione c’è la possibile partecipazione alla selezione dell’attuale amministratore unico, il commercialista Gandolfo Spagnuolo.

Secondo Fauci, esisterebbe un conflitto di interessi già rilevato dal Tribunale di Trapani in uno dei quattro procedimenti di lavoro che lo vedono contrapposto alla società e allo stesso Spagnuolo. In quel contesto, il giudice ha disposto la nomina di un curatore speciale.

“È un dato oggettivo – afferma Fauci – non un’opinione: il conflitto comporta l’esclusione del presentatore della domanda”.

 

Dubbi su mandati e gestione

 

Nella diffida si sollevano anche altri punti: i due mandati già svolti da Spagnuolo e alcune criticità sulla gestione, già segnalate in passato da consiglieri comunali di opposizione.

Altro nodo riguarda l’eventuale utilizzo di risorse della società per la difesa personale dell’amministratore, elemento che – secondo Fauci – merita accertamenti.

E poi c’è la questione della “continuità”, spesso utilizzata come giustificazione per eventuali riconferme: “Non può diventare un alibi. Le regole non si aggirano”.

 

Il bando nel mirino

 

La contestazione più pesante riguarda però l’impostazione stessa dell’avviso pubblico. Il Consiglio comunale di Erice, con una delibera del 25 giugno 2025, aveva fissato indirizzi sulle modalità di gestione della società.

Secondo Fauci, quegli indirizzi sarebbero vincolanti e non rispettati. L’avviso, infatti, prevede solo la figura dell’amministratore unico, senza un atto formale che motivi questa scelta e senza un chiaro raccordo con la volontà del Consiglio.

Una mancanza che, se confermata, potrebbe aprire scenari di illegittimità.

 

Il nodo della governance condivisa

 

Il tema si intreccia con la natura stessa della Funierice: una società a controllo pubblico paritario. Comune e Libero Consorzio dovrebbero, quindi, condividere le scelte sulla governance.

“Senza un indirizzo anche del Consiglio provinciale – sostiene Fauci – manca il fondamento politico-amministrativo della scelta”.

Da qui la proposta: tornare a un consiglio di amministrazione, ritenuto più adatto a garantire controllo e trasparenza, soprattutto in una fase segnata da contenziosi.

 

Accesso agli atti e possibili sviluppi

 

Fauci ha presentato anche un’istanza di accesso agli atti su tutta la procedura e ha segnalato la vicenda per eventuali profili di responsabilità amministrativa e contabile.

La richiesta finale è chiara: la diffida deve essere acquisita e valutata prima di qualsiasi decisione sulle nomine.

Il rinnovo dei vertici della Funierice, insomma, parte già in salita. E con il rischio concreto che a decidere, più che la politica, possano essere ancora una volta i giudici.



Native | 25/04/2026
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