27/09/2014 06:45:00

Scandalo 118 e assunzioni illegittime. La Corte dei Conti fa lo sconto a David Costa

C'è anche il marsalese David Costa tra i 17 politici "graziati" dalla Corte dei Conti. Alla fine l’hanno fatta franca i deputati regionali, attuali ed ex, coinvolti nella vicenda dell’aumento delle ambulanze. Un aumento non dovuto, per la Corte dei Conti, che l’anno scorso ha condannato i 17 "onorevoli" a rimborsare un danno erariale da 37 milioni di euro. Questo, appunto, lo scorso anno, adesso i giudici contabili hanno fatto un maxi sconto agli onorevoli. “Abbiamo sbagliato a fare i conti”, è stato il paradosso della Corte dei Conti che ha verificato che c’è stato un errore di calcolo nello stimare il danno erariale provocato dall’aumento del numero di ambulanze, da 167 a 280, fatto durante la giunta Cuffaro tra il 2005 e il 2006. Aumento che serviva per giustificare migliaia di assunzioni fatte alla Sise, la società che gestiva il 118. Finiti i calcoli la decisione è che i 17 politici non dovranno più risarcire l’erario con 730 mila euro a testa, ma dovranno pagare 35 mila euro ciascuno. Un maxi sconto, il 96% in meno. Un colpo di spugna che grazia anche l’ex deputato regionale Udc David Costa, da Marsala, che all’epoca dei fatti era componente della Commisione Sanità all’Assemblea regionale siciliana.
I magistrati della Corte dei conti si sono espressi dopo un ricorso straordinario per “revocazione” della precedente sentenza-stangata. Alla fine hanno stabilito che avevano sbagliato a calcolare i compensi assegnati agli autisti-socorritori assunti dopo l’aumento delle ambulanze. In pratica non era stato messo in conto il risparmio ottenuto dalla diminuzione delle ore di lavoro settimanali dei dipendenti: da 36 a 30. Questo però è emerso soltanto adesso, e non negli altri gradi di giudizio. In primo grado i deputati regionali erano stati assolti dall’accusa di danno erariale. La maxi condanna è poi arrivata in appello per Costa e gli altri. Oltre al politico marsalese a godere dell’enorme sconto ci sono anche gli altri membri della commissione Sanità:il presidente Santi Formica, Nino Dina, Giuseppe Basile, Giuseppe Arcidiacono, Giancarlo Confalone, Angelo Moschetto. Nonchè gli assessori dell’allora giunta Cuffaro: lo stesso ex presidente della Regione, Innocenzo Leontini, Carmelo Lo Monte, Antonio D’aquino, Francesco Scoma, Francesco Cascio, Fabio Granata, Michele Cimino, Mario Parlavecchio, Giovanni Pistorio. Tutti loro dovevano restituire, secondo la sentenza dei giudici contabili dello scorso anno, quasi 730 mila euro a testa, tranne Leontini, Lo Monte e Granata, che avrebbero dovuto restituire 598 mila euro.