Marsala, verso il bilancio. Beni da vendere e opere pubbliche. Oggi consiglio comunale
I ritardi della Regione nel comunicare se e quanto trasferirà ai Comuni sta bloccando l’approvazione del bilancio di previsione a Marsala. Bilancio che ancora non è arrivato ai consiglieri, che ancora non è stato predisposto dai dirigenti del Comune. C’è molta incertezza, e per questo è stato sforato il termine del 30 settembre nell’approvazione dell’atto. Il consiglio comunale ha approvato le aliquote delle tasse nelle scorse settimane, e oggi comincerà a trattare gli atti propedeutici al bilancio. C’è il piano di dismissione dei beni comunali. Una lista di beni da vendere per recuperare soldi che viene riproposta ogni anno, senza che si riesce a vendere niente. E che in sostanza serve a far quadrare i conti. La novità di quest’anno è il palazzo dell’ex ospedale, quello dove c’è l’Ovs per intenderci, che il Comune ha dato in affitto a 120 mila euro l’anno. Adesso viene inserito tra i beni da dismettere col valore di 3,4 milioni di euro. C’è anche Villa Damiani. Da anni il Comune vuole disfarsene, e ha pensato di predisporre una sorta di variante alla destinazione d’uso e di rendere edificabili alcune aree per poterci fare complessi turistici residenziali e renderla appetibile a possibil acquirenti.
Altro atto che dovrà perfezionare il consiglio comunale è il piano triennale opere pubbliche. In realtà qui c’è poco da fare. E oggi rappresenta più un libro dei sogni che un elenco di opere da mettere in cantiere. Magari qualche consigliere tenterà di forzare, anhe in vista delle elezioni, e fare inserire una piccola opera cara al suo elettorato. Ma i margini di manovra sono minimi, e c’è da aspettarsi un piano fotocopia rispetto a quello dello scorso anno. E come ogni anno nessuna di quelle opere verrà realizzata.
La bozza di bilancio però non è ancora arrivata in commissione. Cosa succede? La Regione in questi casi, sforato il termine ultimo per approvare il bilancio (che era il 30 settembre) diffida il consiglio comunale o lo sostituisce con un commissario. Ma quest’anno le cose sono diverse, perchè inadempiente non risulterebbe essere il consiglio comunale ma gli uffici, che a loro volta non hanno certezze sui trasferimenti da parte della Regione che, quindi, è lei stessa inadempiente. Che confusione, dalle parti di Palazzo VII Aprile.
Molto, quindi, dipende da Palermo. Da cosa succede alla Regione dove è cominciata la corsa contro il tempo per scrivere il bilancio di previsione 2015 all’assessorato all’Economia. Un bilancio che non porterà buone notizie. Perchè il prossimo anno ci saranno ancora tagli, e più consistenti rispetto a quelli di quest’anno. Sembra che ci sia da recuperare un miliardo e mezzo di euro. Una bella cifra se si considera che bisogna finanziare ancora il fondo rischi con circa 3,5 miliardi di euro di residui attivi considerati inesigibili. Alla Regione manca liquidità, anche se Crocetta minimizza: “E’ stata esagerata, dipende da fattori pratici che si possono risolvere e che sono in agenda”.
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