A rischio nel Trapanese duemila precari degli enti locali
Due mila lavoratori precari impiegati negli enti locali trapanesi rischiano di perdere il proprio lavoro il prossimo 31 dicembre. Se le amministrazioni pubbliche non rispetteranno il patto di stabilità, infatti, non potranno rinnovare i contratti dei propri dipendenti precari.
A denunciarlo è il segretario generale della Uil Fpl di Trapani Giorgio Macaddino, che fa un appello ai rappresentanti istituzionali affinchè si possa scongiurare quella che sembra destinata a diventare una vera e propria "mattanza".
"Chiamo a raccolta tutti i portatori sani di interesse pubblico – afferma -, ognuno per la propria responsabilità e specifiche funzioni, ad adoprarsi affinchè si possa evitare una vera e propria mattanza che colpirà migliaia di lavoratori a tempo determinato che prestano la propria opera presso gli enti locali. A parte qualche caso isolato di ente che ha già provveduto alla stabilizzazione, e qualche altro rarissimo esempio che ha avviato le procedure, il resto degli enti non potranno fare un niente per i propri precari poichè se non rispettano il patto di stabilità sarà impedito loro persino l'adozione delle delibere di proroga dei contratti che scadono il 31 dicembre 2014".
Per questo motivo la Uil Fpl mercoledì prossimo 29 ottobre protesterà con un sit-in davanti la prefettura trapanese. "Affideremo al signor prefetto – aggiunge Macaddino - la richiesta di un intervento presso il Governo nazionale affinchè si possa derogare i comuni e gli enti impossibilitati a poter procedere con la proroga dei contratti di migliaia di lavoratori. Denunciamo per l'ennesima volta che la legge nazionale partorita dal ministro D'Alia ha di fatto creato una mera illusione di poter stabilizzare i lavoratori che sono ancora oggi costretti a elemosinare un diritto sacrosanto. Riteniamo, anzi, che il ministro abbia voluto risolvere il problema del precariato espellendo i precari dagli enti locali. Il Governatore Crocetta, poi, ha fatto di meglio, procedendo con l'estinzione del contributo nazionale che veniva erogato ai comuni per finanziare i contratti dei lavoratori a tempo determinato. Abbiamo a tempo debito – conclude il segretario provinciale Uil Fpl - denunciato l'inadeguatezza della norma nazionale e che la totale incompetenza del governo regionale ha causato una macelleria sociale. Tempo scaduto. Bisogna che il governatore siciliano chieda al premier Renzi di inserire uno comma nella Legge di stabilità che autorizzi le proroghe non finalizzate, ma di semplice prosecuzione in deroga ai vincoli che oggi impediscono tale procedura, così come è avvenuto il 31 dicembre 2014".
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