Mi vedo costretto a scrivere a codesta Redazione in ragione dell'articolo pubblicato quest'oggi, dal titolo "Vincenzo Calcara, comincia oggi il processo a Marsala per calunnia" .
Invero, sono il difensore di fiducia del Calcara proprio nel processo pendente avanti il Tribunale di Marsala, sezione penale, la cui prima udienza, in effetti, si è tenuta nell'odierna mattinata.
Lungi da me, per ovvie ragioni, entrare nei dettagli del procedimento di che trattasi, tuttavia non possono esimermi dal manifestare profonda indignazione per il contenuto del pezzo giornalistico da Voi diffuso in data odierna.
Intanto, prima imprecisione, Vincenzo Calcara non è imputato per calunnia aggravata. In secondo luogo la "figura" del mio assistito è oggi tutt'altro che "controversa", avendo egli dato un serio, sincero ed accorato contributo alla Giustizia in innumerevoli procedimenti di mafia e non, contribuendo in maniera determinante alla condanna di moltissimi malviventi ed affiliati a cosa nostra. E' sotto gli occhi di tutti che Calcara non è un collaboratore di Giustizia qualunque, ma è un pentito vero com'è ampiamente dimostrato anche dalla considerazione e dal rapporto di stima ed affetto che ancora oggi gli viene concretamente manifestato dalla famiglia Borsellino.
Stranamente nel Vostro articolo non si fa adeguata e dettagliata menzione al contributo sin qui dato da Calcara nel supremo interesse della Giustizia, nè, evidentemente, alle assoluzioni dallo stesso riportate al cospetto dei vari Tribunali e Giudici di pace della Penisola, per imputazioni quali ingiuria, calunnia, diffamazione, ecc.
Tengo a precisare, inoltre, che oggi Vincenzo Calcara non è "sbarcato" in Sicilia soltanto perchè imputato in un processo - nel quale avrà modo di dimostrare la propria innocenza - ma anche e soprattutto per rendere ulteriori importanti dichiarazioni sulla strage di via D'Amelio alle Autorità Inquirenti.
In ultimo, il mio assistito mi incarica espressamente di rilevare, in questa sede, il proprio intendimento di sporgere formale querela in dipendenza del tenore che è stato dato all'articolo de quo, anche in danno del signor Vaccarino per le affermazioni ivi contenute e da questi rassegnate. Frattanto il mio patrocinato si vede costretto a precisare, mio tramite, che non è il Vaccarino ad essere un proprio accusatore, bensì è Vincenzo Calcara che con le sue dichiarazioni ha determinato la condanna definitiva dello stesso Vaccarino per il reato di traffico di sostanze stupefacenti; processo, questo, nel quale il Vaccarino è stato assolto per il reato di cui all'articolo 416 bis c.p. soltanto con formula dubitativa (530 secondo comma c.p.p.).
Distinti saluti.
avv. Antonio Consentino
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Definire quella di Vincenzo Calcara una figura "controversa" è nel diritto di cronaca (e di critica) dei giornalisti che conoscono i fatti di questa terra. Non si vuole negare il suo contributo alla Giustizia con la G maiuscola, ma non si possono evidenziare anche le sue contraddizioni, che appartengono alle umane cose (e come tali, con le iniziali minuscole). Tant'è che oggi, appunto, Calcara è sotto processo per calunnia o per diffamazione. A meno che non si voglia stabilire che i pentiti di mafia, qualunque cosa dicano, contraddicano o facciano sono tutti buoni e hanno sempre ragione a prescindere...(gdg).