21/11/2014 06:40:00

Marsala, processo Eden. I Messina Denaro intercettati in casa per due anni

 E’ stato il maresciallo dei carabinieri Luca Tofanicchio a deporre, in Tribunale, a Marsala, nell’ultima udienza del processo scaturito dall’operazione ‘’Eden’’, che alla sbarra degli imputati vede, tra gli altri, Anna Patrizia Messina Denaro, Francesco Guttadauro (rispettivamente sorella e nipote del boss latitante Matteo Messina Denaro), e Antonino Lo Sciuto. Rispondendo alle domande del pm Paolo Guido, il sottufficiale del Ros ha spiegato quanto emerso dalle indagini alle quali ha partecipato. Tofanicchio ha parlato delle intercettazioni alla ‘’Bf’’ e alla ‘’Mg’’ costruzioni. La prima inizialmente di Giovanni Filardo (cugino di Matteo Messina Denaro) e poi, dopo l’arresto, intestata alla figlia Floriana e a Francesca Barresi, la seconda di Michele e Giuseppe Cimarosa, figli di Lorenzo. Ed era quest’ultimo a seguire i lavori effettuati dall’impresa edile. Altre ‘’cimici’’ furono piazzate dagli investigatori anche a casa di Rosa Santangelo, sorella di Lorenza Santangelo, moglie del defunto boss Francesco Messina Denaro e madre del latitante Matteo Messina Denaro. Rosa Santangelo è moglie di Michele Filardo. Dal loro matrimonio sono nati Giovanni e Matteo. Le intercettazioni furono disposte, è stato spiegato, ‘’nella convinzione che Rosa Santangelo fungesse da trait d’union tra le due famiglie’’. La zia della ‘’primula rossa’’ di Cosa Nostra, infatti, si recava a casa della sorella Lorenza, come le figlie Anna Patrizia e Giovanna. ‘’Abbiamo messo apparecchiature di sorgente sonora – ha detto il maresciallo Tofanicchio - una in cucina e una nel salone. Intercettazioni protratte per due anni. Sei ore al giorno’’. Microspie anche nell’appartamento di via Ruggero VII dove abitava Franca Alagna e la figlia nata da una relazione con Matteo Messina Denaro. Il sottufficiale ha, poi, parlato di un ‘’momento di fibrillazione tra Filardo Giovanni e Lorenzo Cimarosa per la gestione della Bf e della Mg, dove vi era una sorta di direzione tecnica di Lorenzo. Antonino Lo Sciuto lavorava per Giovanni Filardo. C’erano stati contrasti anche tra quest’ultimo e Lo Sciuto che si trovava in una posizione altalenante’’. Dalle intercettazioni, inoltre, emerge che Francesca Barresi e le figlie di Giovanni Filardo, Floriana e Valentina, nonostante intestatarie il loro ruolo di titolari di aziende, vengono definite ‘’fimmine’’, mentre ‘’l’omini hanno a purtare u pani a casa’’. Sia Francesca Barresi e le figlie di Giovanni Filardo erano comunque ‘’a conoscenza di somme di denaro che avrebbero dovuto restituire a dei soggetti’’. Al centro della deposizione del sottufficiale dei carabinieri anche ‘’Ciccio di Rosetta’’, ovvero Francesco Guttadauro, figlio di Rosalia Messina Denaro, la sorella maggiore di Matteo. In un’altra intercettazione vengono ascoltate Rosa Santangelo e la figlia Vannella: ‘’Chiddru vola e senza sordi un po’ vulari (pare si parli di Matteo) e to frati vonnu metteri in pericolo’’. Una somma di denaro, poi, doveva essere ritornata o a Enzo (Lorenzo Cimarosa) o a Ninuzzo (Antonino Lo Sciuto). Altrimenti sarebbe stato in pericolo Giovanni Filardo. C’erano, intanto, in corso i lavori del parco eolico. Ed emergono contrasti interni. ‘’Rosa, Vannella e Patrizia – spiega l’investigatore - parlano della sciarria (lite) tra Giovanni Filardo e Lorenzo Cimarosa’’. ‘’Nino Lo Sciuto – dicono le donne - stava murenno ammezzu a iddri’’. Giovanni Filardo disse a Lo Sciuto di chiamare il cognato per chiarire le cose riguardo a quei lavori. La riappacificazione avvenne una settimana dopo. Prossima udienza il 27 novembre. Sul pretorio salirà un altro investigatore: il commissario di polizia Marranca.
ap