20/03/2015 06:40:00

"Gettonopoli" in Sicilia. Ecco come funziona il gettone in consiglio comunale a Marsala

Non servono per telefonare, neanche per andare sulle giostre. Sono il motivo per cui in questi giorni centinaia di marsalesi stanno pensando di candidarsi al consiglio comunale. Lasciate stare l’amore per la città, lasciate stare il “metterci la faccia”, “fare qualcosa per la gente”. Il gettone. Eccolo, quello che smuove la corsa ai 30 posti in consiglio comunale. Uno stipendio vero e proprio,e alcuni, in Sicilia, non si creano scrupoli ad abusare del sistema dei gettoni di presenza. Eccolo servito lo scandalo “gettonopoli”. Da Agrigento a Siracusa a Messina, migliaia di commissioni consiliari per ottenere, con ingordigia tipicamente siciliana, quanti più gettoni possibili. Ogni presenza, vera o presunta(perchè ci sono quelli che firmano e se ne vanno), un gettone. E il costo varia da Comune a Comune. Prendiamo le città dello scandalo, ad esempio. Agrigento, ogni seduta di consiglio comunale o di commissione vale 50,34 euro. Nel 2014, nella città dei templi, ci sono state 1133 sedute delle commissioni in consiglio comunale, cioè 3 riunioni al giorno, ogni giorno, compresi i festivi. Sono costate in totale 285.000 euro. A Siracusa il gettone di presenza per i consiglieri comunali vale 65,55 euro. Da gennaio a novembre 2014 ci sono state 1201 commissioni, con 11.582 presenze per i consiglieri comunali. Il tutto è costato alle casse dell’ente 656 mila euro. A Messina il gettone è di 56 euro. Non è noto il numero delle commissioni dello scorso anno ma si sa che sono costate 900 mila euro. Ora le procure ci vogliono vedere chiaro. A Siracusa il procuratore ha predisposto il sequestro dei verbali delle sedute di commissione per vedere se sono configurabili reati sull’erogazione dei gettoni di presenza.
Ad Agrigento, Procura e Fiamme gialle in campo da tempo. Qui oltre ad indagare sul numero abnorme delle commissioni si è aperto un altro filone, quello del sistema delle deleghe, che serve per “massimizzare” gli incassi. Si sospetta, in sostanza, che qualcuno abbia approfittato ldelle assenze di qualche collega per incassare gettoni in più. La teoria viene confermata da alcuni consiglieri comunali che avrebbero esaminato alcuni verbali non riconoscendo la propria firma in calce che serviva a delegare il collega.
Gli escamotage per arraffare il più possibile nei consigli comunali sono diversi. Ad esempio le conferenze dei capigruppo non prevedono il gettone, ma in diversi casi può succedere che sono deserte, ma le riunioni di commissione fanno sempre il pienone, tra titolari e delegati. Altro trucchetto? Quello dei consiglieri che una volta eletti si fanno assumere, ma solo sulla carta, da aziende di famiglia per ottenere il rimborso dello stipendio per i giorni in cui c’è consiglio comunale o riunione di commissione. E’ il trucco più vecchio nella storia dei “massimi consessi civici”. Bene. Ad Agrigento, città in cui lo scandalo dei gettoni ha fatto infuriare la gente e costretto alle dimissioni di massa del consiglio comunale per le porcate combinate, la Procura ha chiesto il sequestro di beni per circa 17 mila euro nei confronti dell'ex consigliere, Giuseppe De Francisci. Secondo l'accusa, subito dopo l'elezione, si sarebbe fatto assumere come direttore generale da una associazione presieduta dalla zia al solo scopo di ottenere dal Comune il rimborso dello stipendio.
A Marsala invece? La situazione è un po’ diversa rispetto agli scandali che sono accaduti in altri comuni. C’è infatti, per regolamento, il tetto massimo raggiungibile dai gettoni di presenza. Ogni consigliere comunale, qualsiasi sia il numero di commissioni o riunioni di consiglio comunale a cui partecipa, non può sforare i 1.462,95 euro di tetto massimo. A Marsala il gettone è tra i più elevati della Sicilia però: 99 euro a seduta, sia di consiglio che di commissione. Queste ultime in media durano un’oretta. La regola, anche qui, è che le commissioni di capogruppo non siano soggette a gettone di presenza. Il tetto ai gettoni evita che ci si abbuffi di gettoni. Ad esempio a novembre 2014, ultimo dato disponibile, il costo del consiglio comunale è stato di 44.297 euro. In totale però erano stati accumulati gettoni, tra commissioni e sedute d’aula, per 52.371 euro. Il dato è comprensivo dell’indennità del presidente del consiglio comunale che è fissa, a prescindere dalle presenze, e che ammonta a 3.169 euro al mese, importi tutti lordi.
Rimane sempre il rimborso degli stipendi. Sono diversi infatti consiglieri comunali che si fanno rimborsare dal Comune le ore in cui sono mancati dal lavoro. A dicembre, per esempio, sono stati impegnati in bilancio 22.600 euro per il rimborso ai datori di lavoro privati. E questi sono extra ai gettoni di presenza. C’è da capire se c’è il trucco o meno.