Gli ultimi bagliori del barocco in mostra a Roma
Vi è nella temperie culturale contemporanea una propulsione rovente che ci induce a far pace con il Barocco. Da sempre in disordine dialettico nelle pagine della critica più illuminata, il Barocco non trova serenità nei nostri manuali scolastici: un giorno è sottolineato quale emblema dell’opulenza espressiva sconcertante ed effimera, a tratti aristocratica, a tratti popolare; un altro quale feticismo della fede militante; un altro ancora come fiore premonitore dell’incedere incerto della crisi esistenziale dell’uomo moderno.
Nessuna voce annulla la precedente e nessuna vocazione ne esclude le successive: il Barocco, per sua stessa denominazione, è quel grado perfetto di approssimazione perlacea, baluginante, che muta ogni fenomeno artistico provvisorio del proprio tempo, bagliore di un’effemeride siderale remota, in un’inquadratura nitida e prossima dell’animo umano.
Per tale ragione è un’opportunità seducente quella che si presenta in questo fine settimana rovente di luglio: le ultime giornate di apertura della esposizione “Barocco a Roma, la meraviglia delle arti” alla Fondazione Cipolla e di una serie di eventi a questa correlati.
Qui troverete opere inedite: ad esempio, il disegno di Ciro Ferri tratto dagli affreschi di Pietro da Cortona per Palazzo Pamphilj a piazza Navona, il Contro-progetto per il colonnato di piazza San Pietro di Gian Lorenzo Bernini, i bozzetti per le statue di ponte Sant’Angelo e per l’Estasi di Santa Teresa (giunti dall’Hermitage); il prezioso arazzo Mosè fanciullo calpesta la corona del faraone su cartone di Nicolas Poussin e disegni pregiati di Francesco Borromini.
Un prezioso e fascinoso allestimento acuirà la vostra percezione e vi guiderà lungo il percorso con suggerimenti estetici di ampio respiro.
La mostra, promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dalla Fondazione Roma-Arte-Musei, curata da Maria Grazia Bernardini e Marco Bussagli, concede al suo pubblico l’opportunità di diventare protagonista di quello che è definito il «gran teatro» del mondo e di rivivere l’esperienza estetica e le sensazioni plurime generate, come lapilli, dal proscenio del barocco romano, ineguagliabile culla e incanto dell’arte moderna.
Francesca Pellegrino
Per maggiori informazioni: http://www.mostrabaroccoroma.it/
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