Tagli alla sanità, si pagheranno gli esami e le analisi. Ecco quali
Tagli alla sanità, primi effetti: risonanze magnetiche alla colonna e alle articolazioni, tac, esami di laboratorio genetici, persino i test allergici verranno “filtrati”. Tutte prestazioni ed esami che potrebbero essere pagati di tasca dai contribuenti dal momento che, secondo la black list compilata dal Ministero della Salute, sono a rischio spreco”. Insomma in buona sostanza sono spesso “inutili”. E non sono solo queste: la lista infatti contiene ben 208 “voci” ed è stata presentata due giorni fa ai sindacati dei medici. Due giorni il tempo concesso per fare osservazioni.
Il consiglio superiore di sanità ha già dato il via libera in sede preliminare, e, se si pronuncerà in modo positivo, il testo volerà verso l’approvazione. Se entrerà in vigore, si potranno ottenere le prestazioni incluse nella lista solo in casi particolari, previsti, che rimangono a carico del servizio sanitario. E, se le condizioni previste non dovessero risultare, si paga di tasca propria. La Cgia di Mestre, che ha diffuso in una nota informazioni sulla questione, ha anche messo all’attenzione un caso concreto, quello, che riguarda una vasta platea, dell’esame per individuare il colesterolo alto nelle persone sopra i 40 anni. Se risulterà tutto a posto con valori nella norma, verrà ripetuto (a carico del SSN) solo 5 anni dopo. E se l’interessato ha dubbi o vuole stare più tranquillo, lo pagherà di tasca propria.
Il vero nodo però cui tende a dare soluzione l’operazione, che ha comunque lo scopo di operare un risparmio riducendo sprechi ingiustificati, riguarda da vicino le risonanze magnetiche. I motivi sono tanti, ma in particolare questi esami, otre ad essere complessi e costosi, sono anche quelli su cui pende di più il rischio di inappropriatezza. Del resto, l’Italia risulta essere il primo Paese in Europa nella classifica di chi fa il maggior numero di questi accertamenti. Sempre in tema di esempi, a provvedimento in vigore, “l’esame della colonna vertebrale senza mezzo di contrasto verrà passato dal servizio sanitario solo se, in assenza di sindromi neurologiche o sistemiche, il dolore alla schiena resiste alla terapia e va avanti per almeno 4 settimane”. Rimane chiaro che un accertamento di questo tipo non può non essere fatto in casi di traumi o fratture, e anche (con o senza mezzo di contrasto) se è legato a patologie oncologiche o a un sospetto di esse. Ma, se non risultano problemi all’accertamento, biosgnerà attendere un anno prima di poterlo rifare.
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