Maria Cristina Gallo, a Mazara il progetto di uno sportello per i malati
Uno sportello sanitario per ascoltare i malati, aiutarli davanti a ritardi e disservizi, fare da tramite con gli enti quando ottenere una risposta diventa un’altra fatica da aggiungere alla malattia. È uno degli obiettivi dell’associazione C.R.I.S. – M. Cristina Gallo Odv, presentati durante le iniziative per il primo anniversario della scomparsa dell’insegnante di Mazara del Vallo.
Dopo il ricordo, dunque, un progetto concreto. La giornata di sabato 10 ottobre, intitolata “Dalla memoria all’azione”, ha riunito familiari, rappresentanti delle istituzioni e persone che hanno condiviso con Maria Cristina il lavoro nella scuola, il volontariato e l’impegno culturale.
La docente aveva denunciato gli otto mesi di attesa per un referto istologico, ottenuto soltanto dopo un’azione legale, contribuendo a fare emergere lo scandalo degli esami arretrati all’Asp di Trapani. A un anno dalla sua morte, la famiglia vuole trasformare quella battaglia in un sostegno per gli altri pazienti.
Lo sportello: un ponte tra cittadini e sanità
Cura, Rispetto, Informazione, Solidarietà: sono le parole racchiuse nell’acronimo C.R.I.S. e sulle quali l’associazione intende costruire le proprie attività.
Lo sportello sanitario dovrà essere un luogo di ascolto, ma anche di azione: raccogliere le difficoltà dei cittadini e favorire il confronto con gli enti, senza sostituire al problema un nuovo muro.
«Il nostro obiettivo è trasformare la memoria in presenza, il dolore in solidarietà, in azioni concrete», ha spiegato Giorgio Tranchida, presidente dell’associazione e marito di Maria Cristina. «Non possiamo cambiare ciò che è accaduto ma possiamo fare in modo che da questa esperienza nasca qualcosa che aiuti gli altri e contribuisca a evitare che simili situazioni si ripetano».
A precisare l’impostazione è stata Brigida Gallo, sorella della docente e componente dell’ufficio legale dell’associazione: «Non vogliamo essere contro le istituzioni, ma un ponte fra il cittadino e l’ente, lì dove qualcosa non ha funzionato».
L’intenzione è affiancare chi incontra disservizi, ritardi o irregolarità, offrendo insieme aiuto pratico e sostegno umano. La costituzione dello sportello è, al momento, un obiettivo annunciato: nella nota non sono indicati una data di apertura, una sede o le modalità di accesso.
La tavola rotonda: «Nessuno deve essere lasciato solo»
Il progetto è stato illustrato durante la tavola rotonda “Nessuno deve essere lasciato solo”, al centro della giornata commemorativa.
Dopo i saluti del vescovo Angelo Giurdanella e del sindaco Salvatore Quinci, è intervenuto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e autore dell’interrogazione parlamentare che, insieme alla denuncia di Gallo, contribuì a portare all’attenzione pubblica lo scandalo dei referti.
Mulè ha usato parole durissime, definendo la vicenda «un omicidio plurimo». Ha denunciato il silenzio delle istituzioni e parlato di pazienti che, secondo la sua ricostruzione, non denunciavano per paura di non ricevere più i referti. Sono le valutazioni espresse dal parlamentare, da tenere distinte dall’accertamento delle eventuali responsabilità giudiziarie.
Alla discussione ha partecipato anche Luigi Cajazzo, direttore generale dell’ASST Spedali Civili di Brescia, che ha richiamato l’attenzione sull’organizzazione dei servizi: «Migliorare il sistema sanitario non significa solo aumentare le risorse ma difenderlo dalle inefficienze».
Quinci: il Comune sosterrà l’associazione
Il sindaco Quinci ha annunciato il sostegno dell’Amministrazione alle iniziative di C.R.I.S., con particolare attenzione alla prevenzione e all’impegno per migliorare i servizi sanitari.
Nel messaggio dedicato all’anniversario ha ricordato come Maria Cristina abbia trasformato una sofferenza personale in una battaglia collettiva, mettendo il bene degli altri davanti alla propria vicenda.
«Una comunità cambia davvero quando smettiamo di chiederci soltanto che cosa possiamo ottenere e cominciamo a domandarci che cosa possiamo dare», ha affermato.
Un impegno che, nelle parole del sindaco, non deve esaurirsi nella commemorazione: lavorare per una sanità migliore è una responsabilità quotidiana e riguarda l’intera città.
La sala lettura e l’ulivo davanti alla scuola
Tra i segni lasciati dalle iniziative per l’anniversario c’è la dedica a Maria Cristina Gallo della sala lettura della Biblioteca comunale. Il Comune ha voluto ricordarla anche attraverso l’illuminazione rosa dell’Arco Normanno, come richiamo alla memoria della docente e al diritto alla salute.
Davanti all’Istituto Superiore Ruggero D’Altavilla, invece, è stato piantato un ulivo, messo a dimora dai figli Vincenzo e Natale Tranchida, alla presenza di familiari, docenti, studenti e rappresentanti di C.R.I.S.
Accanto all’albero, donato dalla ditta Agrigenna di Mazara del Vallo, una targa reca le parole: «Il tuo cuore ci ha insegnato. Il tuo coraggio ci guida».
Durante la cerimonia, il vicepreside Tommaso Piazza ha ricordato la capacità di Maria Cristina di valorizzare ogni studente, anche quelli più difficili. Il marito ha raccontato quanto quella scuola fosse per lei anche una casa e ha restituito ai ragazzi un’esortazione che la docente ripeteva spesso: «Schiena dritta».
La cultura, i bambini, il volontariato
Gli interventi della giornata hanno restituito anche la storia di Maria Cristina prima e oltre il caso sanitario: insegnante, madre, volontaria, promotrice di iniziative culturali.
In un videomessaggio, Marina Casini, presidente del Movimento per la Vita, ne ha ricordato l’impegno accanto alle mamme in difficoltà, ai bambini e alle persone fragili, descrivendola come una presenza «discreta ma tenace».
Don Vito Impellizzeri, preside della Facoltà di Teologia di Palermo, ha ripercorso in un altro videomessaggio il lavoro svolto da Gallo per vent’anni nella biblioteca del Seminario. Un luogo che aveva contribuito a trasformare in uno spazio di formazione, attraverso incontri con autori e autrici rivolti alle scuole e alla cittadinanza.
Amava la cultura come investimento sul futuro di Mazara, soprattutto per le nuove generazioni. Impellizzeri ha ricordato il suo desiderio di un’«urbanistica culturale», fatta di libri capaci di diventare percorsi di conoscenza e occasioni di crescita comune.
Nel resoconto dell’associazione vengono ricordati anche il suo impegno per portare a Mazara “Nati per leggere” e l’ideazione dell’“Isola che non c’è”, una biblioteca multiculturale per bambini.
È a questa eredità che si richiama Brigida Gallo quando paragona la sorella a un’«araba fenice»: dalla tragedia, spiega, nasce un’associazione che vuole risvegliare le coscienze e offrire un aiuto concreto.
Restano le richieste delle famiglie all’Asp
Le iniziative si collocano anche nel confronto, ancora sollecitato dalle famiglie, sulle conseguenze dei ritardi.
Nella nota diffusa prima dell’anniversario, gli avvocati di alcune delle persone offese hanno denunciato di non avere ricevuto riscontro ai ripetuti inviti rivolti all’Asp di Trapani per avviare un’interlocuzione sui ristori ai pazienti e ai familiari.
I legali hanno contestato anche l’assenza di scuse formali e di una rassicurazione pubblica sulle misure adottate per impedire che situazioni analoghe possano ripetersi.
È anche su questo terreno che si misurerà il passaggio dalla memoria all’azione: nelle risposte ai pazienti, nel sostegno annunciato dalle istituzioni, nella realizzazione dello sportello. La commemorazione ha indicato un impegno. Adesso dovrà diventare un servizio per chi ne ha bisogno.
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