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10/10/2015 09:40:00

Castellammare del Golfo prova a lanciare il turismo termale in Sicilia

 La Sicilia ha tentato di sviluppare una nuova idea di rilancio per il turismo. Uno spazio di nicchia e non di massa ma che può essere in grado comunque di creare nuove importanti opportunità.

Stiamo parlando delle terme, bellezza naturale che sino ad oggi è rimasta isolata in molte realtà siciliane. Siti tradizionali, in alcuni casi anche conosciuti, ma che sono rimasti tali senza alcun progetto di sviluppo organico.

Dalla provincia di Palermo a quella di Catania, dal messinese all’agrigentino per finire all’altro estremo della Sicilia, il trapanese: attraversa e collega tutta la Sicilia la rete tra Comuni per lo sviluppo del turismo termale creata con il sostegno del fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica regionale.

A promuovere l’iniziativa il Comune di Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, in un comitato di sindaci impegnato ad avviare una convenzione con l’assessorato al Turismo della Regione per un programma di attività che riguardano il settore del turismo termale in Sicilia.

“A giugno – spiega il sindaco castellammarese, Nicola Coppola - abbiamo già sottoscritto un protocollo d’intesa per la costituzione di una rete delle città termali in Sicilia, con la partecipazione dell’Ancot e di Federterme. Nel corso di un incontro l’assessore regionale ha manifestato la disponibilità a utilizzare il fondo per il cofinanziamento dell’offerta turistica per sostenere attività di promozione del turismo termale siciliano, anche in relazione alle opportunità offerte dai fondi strutturali e d’investimento europei 2014-2020”.

Il primo cittadino ha annunciato che entro la fine dell’anno sarà costruito un piano di azioni del turismo termale siciliano, con una strategia condivisa di immagine e di offerta sui mercati europei e internazionali, così da integrare le terme nei progetti di sviluppo turistico promossi dai Comuni e dal partenariato pubblico-privato dei territori. In pratica le terme siciliane entrerebbero in un giro che gli consentirebbe di avere delle vetrine di livello internazionale, quello che sino ad oggi questi siti, seppur meravigliosi, non hanno avuto. In pratica nessuna promozione vera.

“Gli studi in proposito – evidenzia ancora Coppola - riportano che nel 2010 le terme siciliane hanno raggiunto un fatturato di 15,367 milioni di euro. Gli stabilimenti siciliani sono ancorati ad una visione delle attività termali connesse alle cure tradizionali del termalismo assistito, con il rimborso delle spese da parte del Servizio Sanitario Nazionale. Occorre invece dare vita a centri di benessere termale, dove si possono svolgere anche attività estetiche, dietetiche, di fitness”. Oltre a Castellammare del Golfo, della rete fanno parte i Comuni di Acireale (Catania), Alì Terme (Messina), Calatafimi Segesta (Trapani), Caltagirone (Catania), Geraci Siculo (Palermo), Lipari (Messina), Montevago (Agrigento), Sclafani Bagni (Palermo), Sciacca (Agrigento), Terme Vigliatore (Messina) e Termini Imerese (Palermo): tutti hanno già sottoscritto un protocollo d’intesa di cui il sindaco di Montevago è stato nominato coordinatore della rete.

(Fonte: Quotidiano di Sicilia)



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