Trapani, la sfiducia Damiano.Il Sindaco resta, perché non c'è un progetto per la città...
Oroscopo del giorno: la sfiducia al Sindaco Di Trapani, Vito Damiano,che verrà votata dal Consiglio Comunale il 22 Ottobre.
Così profetizza, dalle fila di Enzo Abbruscato, Danilo Orlando della direzione provinciale del Pd: "Amore: alla grande! La tua relazione con Peppe Bianco cresce. Venere gravita in Giunta, nonostante Fazio sia in trigono.
Salute: riguardati.Le mozioni forti ti creano qualche aritmia.Hai trascurato una zoppia che rischia di farti cadere. Salone e La Pica in asse ti rendono instabile,ma le fasi lunari di Passalacqua ti sorreggono.
Fortuna: finora non ti è mancata. Sfregare Colbertaldo che fa le corna ti ha fatto superare momenti difficili, ma hai Abbruscato e Saturno contro.
Soldi: te li fai scappare! Perdi tutti i finanziamenti e aumentare le aliquote ti rende impopolare. Entri spesso in conflitto col segno della bilancia, ma soprattutto con quello del bilancio.
Amicizia: chi trova un socialista trova un tesoro. Puoi contare sul PSI, ma il tuo migliore amico resta Paolo Ruggirello. I suoi consiglieri comunali fanno melina di fronte alla sfiducia. Da qui il nuovo nome del gruppo consiliare: Articolo Quatto.
Il mese di ottobre ti riserva qualche preoccupazione. Ricorda che il tuo numero sfortunato è il 20".
Con realistica ironia, una posizione più articolata delle boutade personalistiche.
Perchè il tema vero a Trapani - tra la proposta di governo di salute pubblica avanzata dal "generale" e l'andirivieni di mozioni - è l'incapacità di affrontare quelli che sono i temi veri, i problemi della Città che ormai non si limitano solo alle periferie ma hanno investito anche il Centro Storico.
Raccolte le 13 firme alla mozione Fazio, ora si devono trovare i 20 voti favorevoli per mandare a casa il Sindaco.
E c'è già chi, a destra dalle file di Forza Italia (spaccata), preannuncia assenze il giorno 22: chissà, magari proprio dei firmatari della mozione. Perchè a Mimmo Fazio, diciamoci la verità, il voto anticipato non conviene: chi glielo fa fare di perdersi un anno da onorevole regionale? Per non parlare della spada di Damocle del procedimento giudiziario a suo carico.
Strategicamente, converrebbe al Senatore Antonio D'Alì - oltretutto con in vista la riforma del Senato, sempre più vicina - tatticamente un pò meno.
Nel Pd (spaccato, anche lui), si susseguono comunicati ed interviste. La linea ufficiale del partito, con indicazioni direttamente da Palermo e al netto di libere interpretazioni, dice No al governo di salute pubblica. Ma nicchia sul voto di fiducia. O meglio, il documento votato dal coordinamento comunale, non lo mette all'ordine del giorno: il rischio, sarebbe stato quello di "rompere" con Articolo 4 di Paolo Ruggirello - il quale onorevole regionale si proclama ufficialmente dentro le fila del Pd, mentre i suoi consiglieri ancora traccheggiano, ma che non segue la linea del Pd stesso, tracciandone una propria - e col patto federativo col PSI dell' onorevole Nino Oddo, il quale pare ricordarne il principio di fedeltà reciproca solo se a propria convenienza. Mossa tattica del Pd, che non esprimendosi definitivamente oggi con una dichiarazione sulla sfiducia, lascia le porte aperte - se il 22 ottobre dovesse conservarci il Sindaco Damiano - per poter presentare una terza mozione a propria proposta (ed a quel punto Art.4 e PSI non avrebbero scuse. Valide, almeno). Ma poi c'è la linea "oddiana (nel senso di Camillo) con Dario Safina animato di buona volontà che si propone a Sindaco - ma che forse non disdegnerebbe neanche fare il vice Sindaco di salute pubblica - e la diretta espressione in Consiglio rappresentata da Passalacqua che, presumibilmente al suo ultimo giro da consigliere, non ha nulla da perdere e si presta al gioco delle parti, pardon delle correnti, interne al partito. Per un riequlibrio di potere o per un assessorato, chissà.
Netto e chiaro Enzo Abbruscato, che risponde invece alla chiamata sulla responsabilità: disponibile a votare questa mozione di sfiducia per il bene della città ed in nome della coerenza, per molti sconosciuta. Per Abbruscato, l'unica salute pubblica per questa Città è congedare Damiano. Ma fa uno scarto in più, Abbruscato, tracciando una linea di metodo: al prossimo giro, primarie senza se e senza ma, niente fughe in avanti. A prescindere dai candidati e non tirandosi necessariamente in ballo. Onde evitare di restare col cerino in mano, come nel 2012, e provare il brivido di esperienze a perdere. Alla voce "primarie", su primarie di coalizione o di centrosinistra, di solito interverrebbe la sinistra recalcitrante, quella che era rappresentata da Sel, Rifondazione Comunista e da alcune associazioni con ambizioni politiche e di governo, che si collocano in questo panorama: non pervenute, anzi totalmente assenti dal dibattito politico sulla Città, se non dei timidi post sui social che "credono, auspicano... alla formazione di una alternativa". Con chi e come, non datur.
Panorama complesso e variegato, che a voler fare le Cassandre non lascia molti dubbi sugli esiti: ci terremo Damiano ancora per un bel pò e, presumibilmente, fino a scadenza naturale. Ma con una unica grande sintesi: per Trapani non esiste un progetto politico. Il terrore della perdita della poltrona, pardon del gettone, corre negli occhi dei consiglieri (attenzione: alla prossima tornata, il numero dei consiglieri verrà diminuito...) ed il gioco delle parti tra attuali sindaci e onorevoli regionali, non perde di vista il loro obiettivo personale, Roma. Destra, spaccata. Pd, spaccato. Sinistra alternativa, non pervenuta.
A volte, è meglio affrontare la triste realtà con una risata. Sperando non ci seppellisca.
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