Bulgarella e la mafia. Arriva la difesa del sindacalista Burgarella
Uno è Bulgarella con la "l", l'altro è Burgarella, con la "r. Uno è un imprenditore, l'altro un sindacalista della Cgil. Uno è ritenuto dagli inquirenti vicino alla mafia trapanese, l'altro spesso ha dato prova di coraggio rispetto a minacce e intimidazioni. Eppure il secondo, Giovanni Burgarella, interviene oggi con una lettera aperta per difendere il primo, Andrea Bulgarella, dalle accuse che lo riguardano. Ecco il testo:
Ho letto nei giorni scorsi, con non poco stupore, la notizia dell'indagine a carico dell'imprenditore Andrea Bulgarella e per onestà intellettuale, sento il dovere morale, essendo stato per anni un sindacalista della Fillea Cgil che ha operato proprio a Trapani negli anni in cui Andrea Bulgarella era qui un costruttore edile, di testimoniare la mia esperienza, proprio in ragione del fatto che le cose che leggo sui giornali sono contraddette dai fatti di cui sono stato testimone diretto.
La presenza della mafia nel settore edile a Trapani era un dato di fatto. Ma non posso tacere che, mentre in tutti i cantieri la mafia imponeva un suo controllore, ovvero un uomo di fiducia che stava lì senza far niente, ma comunque a esercitare una forma di controllo assai eloquente, nei cantieri di Bulgarella questo non avveniva. Non solo. Era noto a tutti che proprio nei cantieri di Bulgarella lavoravano figli di appartenenti alle forze dell''Ordine.
Era inoltro noto a tutti, e ancor più a me che per lavoro mi occupavo di tutelare gli operai edili, che Bulgarella era una sorta di "irregolare" rispetto ai suoi colleghi imprenditori, e non mi stupisco se per la sua condotta la mafia, come ho letto sui giornali, lo considerava uno sbirro e ha pensato, in un certo momento, anche di farlo fuori.
Ricordo che Bulgarella era uno dei pochissimi imprenditori che pagava regolarmente gli operai, che applicava regolarmente i contratti del settore, e che regolarmente versava la Cetima, ovvero i contributi alla Cassa dei lavoratori.
Insomma, Bulgarella era per gli operai un datore di lavoro corretto, leale, e sopratutto rispettoso del ruolo del sindacato.
Tutt'altra esperienza ho avuto con i colleghi di Bulgarella, opponendomi, con denunce ed esposti, a un sistema affaristico che molte volte umiliava gli operai, sottopagati, costretti a lavorare in nero e con scarse condizioni di sicurezza. Per questo ho pagato un prezzo durissimo, con intimidazioni, minacce, danneggiamenti e una campagna di isolamento per la quale per anni sono stato costretto a muovermi con una scorta.
Sono abituato per cultura personale a essere schietto, e sopratutto a essere coerente e a dire la verità anche quando questa può apparire scomoda o inopportuna, come in questo caso. Ecco perchè sento il dovere di dire pubblicamente chi è l'Andrea Bulgarella che ho conosciuto io, ovvero il contrario di quello che le ipotesi degli investigatori dipingono. Mi sono detto: possibile che l'imprenditore che ho conosciuto io, che si rifiutava di sottostare alle regole mafiose negli appalti pubblici sia adesso diventato tutto il contrario?
Confesso che sono disorientato, ma non posso tacere quello che io ho visto e verificato sul campo da lavoratore prima e da sindacalista dopo.
Così come non ho mai avuto remore a denunciare con nomi e cognomi gli imprenditori che si sono piegati alle logiche della mafia, non posso adesso, per amore della verità e della mia esperienza di sindacalista della Cgil a Trapani, non manifestare incredulità rispetto a una indagine da cui viene fuori un Andrea Bulgarella dipinto al contrario di quello che ho conosciuto.
Manifestando rispetto per l'operato della magistratura, auguro a Bulgarella di chiarire le accuse che gli sono state fatte.
Giovanni Burgarella
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