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Saldi in Sicilia, al via la liberalizzazione. “Abbiamo voluto rendere più fluido un sistema di norme – ha dichiarato l’assessore Mariella Lo Bello – che ci è apparso non adeguato alle esigenze dei commercianti e dei consumatori”.
E’ stata Mariella Lo Bello, assessore regionale alle attività produttive, a firmare il decreto che autorizzerà i commercianti ad effettuare vendite promozionali e saldi in Sicilia anche fuori dai periodi predefiniti. Sia i negozianti del capoluogo che delle altre città sicule potranno vendere la loro merce con prezzi ribassati 16 marzo al 30 giugno e dal 16 settembre al 31 dicembre, ovvero anche in quei mesi in cui non ci sono saldi. I saldi invernali 2016 invece vengono anticipati dal 5 al 2 gennaio. “Abbiamo voluto rendere più fluido un sistema di norme – spiega l’assessore – che ci è apparso non adeguato alle esigenze dei commercianti e dei consumatori, in particolar modo in un momento di crisi. Per questo l’accordo concluso con le associazioni di categoria e racchiuso nel decreto, va in questa direzione, ritenendo la liberalizzazione del mercato, rispetto a queste specifiche tematiche, assolutamente necessaria e di grande aiuto a consumatori e imprese”.
In un mercato completamente liberalizzato, vedi aperture dei negozi anche nei festivi, iter burocratici semplificati, i soli paletti che stabiliscono le date di inizio dei saldi sono quantomeno anacronistici.
«È proprio questo il senso del provvedimento – dice Salvatore Bivona, presidente della Cidec regionale -. Gli sconti sono applicati sempre e comunque sottobanco. In questo modo sarà fatto tutto alla luce del sole. Abbiamo inoltre avanzato la proposta di anticipare i saldi al primo sabato di gennaio, per dare una spinta in più al mercato e colmare i mesi asfittici con le promozioni».
Sulle vendite promozionali rimarranno sempre le stesse regole: sarà possibile mettere in promozione soltanto determinati stock di mercee non tutto quello che c’è in negozio. Inoltre, l’avvio delle promozioni dovrà essere sempre richiesto ai comuni di appartenenza, con largo anticipo.
Spetterà alle amministrazioni comunali fare modifiche sull’ iter autorizzativo per rendere ancora più flessibili e veloci le richieste. Sui saldi, infine, l’anticipo al 2 gennaio non collima con il progetto di Federmoda, che negli ultimi due anni è riuscita a convincere quasi tutte le regioni d’ Italia sulla necessità di avere una data unica per l’inizio dei saldi: il 5 gennaio, giorno prefestivo.
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