Pantelleria, una petizione per fermare le trivelle. Anche D'Alì in campo
La petizione “Fermiamo le trivellazioni di Tremiti e Pantelleria”, promossa dalla Federazione dei Verdi su change.org, invita a firmare per chiedere al ministero dello sviluppo economico di fermare le trivellazioni al largo dell’arcipelago delle Tremiti e di fronte all’Isola Pantelleria.
La petizione, che tra i primi firmatari/promotori vede Giobbe Covatta, Angelo Bonelli, Syusy Bladi, Domenico Finiguerra, Vincenzo Fornaro, Fulvia Gravame, Simona Internò, Gregorio Mariggiò, Luana Zanella, Francesco Alemanni e Gianfranco Mascia, sottolinea che «il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato le ricerche di petrolio di fronte ad uno dei gioielli ambientali più’ importanti d’Europa: le isole Tremiti. Il 22 dicembre 2015 con decreto n.176 e’ stato conferito il permesso B.R274.EL alla società Petroceltic Italia srl di fronte ad un paradiso ambientale e su una superficie di 373,70 Km/q ed in un’area dalla ricca biodiversità marina verranno utilizzate le tecniche più devastanti come l’air gun per le ricerche di idrocarburi, e siccome siamo in periodo di saldi la Petroceltic Italia pagherà allo Stato italiano per bucare i 373 km/q di fondale marino, la cifra di euro 5,16 per km/q per un totale di 1928,292 euro l’anno.
Ma non finisce qui.
Altri paradisi ambientali sono in pericolo perché sono in corso di autorizzazione permessi di fronte l’isola di Pantelleria per un’estensione di 4124 Km/q e nel golfo di Taranto per estensione di 4025 km/q a favore della Schlumberger Italiana. Sempre a Pantelleria è stato sospeso un permesso all’Audax Energy, non revocato, in attesa di un idoneo impianto di perforazione. In Italia sono vigenti permessi di ricerca per idrocarburi per un totale di 36.462 km/q di cui sulla terraferma sono 90 per un totale di 27.662,97 Km/q e nel sottofondo marino sono 24 i permessi per 8.800 Km/q: si sta perforando un territorio equivalente a quello della Lombardia e Campania messe insieme».
Secondo i Verdi, «L’Italia deve fermare le trivelle non i referendum, valorizzare i suoi tesori ambientali, tutelare l’economia della pesca, dell’agricoltura e del turismo che sono messe a rischio dalle tecniche invasive e distruttive di perforazione. Il futuro non e’ il petrolio, ma una politica energetica 100% rinnovabile perché la lotta ai cambiamenti climatici non si fa bucando la terra per trovare petrolio, ma avviando la modernizzazione dell’Italia che in questo campo è’ stata contrastata dalle lobby del petrolio».
D'ALI. - "Neanche nel piu' improvvisato mercatino rionale si gioca sotto le bancarelle alle tre carte come gioca il governo Renzi con le trivellazioni. Per evitare il referendum - e
solo per questo - promosso dalle Regioni sull'art. 38 dello Sblocca Italia di due anni fa, il governo il 23 dicembre fa approvare una norma di modifica che ripristina il molto piu'
restrittivo decreto legislativo del 2010 del governo Berlusconi". Lo afferma in una nota il senatore Antonio d'Ali', vicepresidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Madama.
"E se ne vanta! Ma, guarda caso, il giorno prima, il 22 dicembre lo stesso governo rilascia il decreto di concessione per nuove ricerche in prossimita' delle isole Tremiti e di Pantelleria ed incassa il rispettivo 'canone' di euro 2.000 (duemila)! Si', proprio duemila - aggiunge -. Menzogna e vergogna che io denuncio da anni! Ora molti si sono destati, compresi importanti pezzi del PD, ma mentre il presidente Emiliano protesta (e lo ha sempre fatto), il connivente presidente Crocetta tace. Speriamo che finalmente qualcosa si muova. Non basta gridare pero' allo scandalo, bisogna agire, fermare coloro che continuano a firmare per trenta denari atti di morte della nostra prima risorsa: il mare. Ed il sindaco di Pantelleria, amico e garante per Crocetta, abbia il pudore di tacere", conclude D'Ali'.
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