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02/02/2016 06:30:00

Ettore Paladino, Aimeri: "Dico ai marsalesi di esercitare il diritto di differenziare"

Ettore Paladino, responsabile della "commessa" di Aimeri Ambiente per Marsala, la società che fa la raccolta dei rifiuti. Lei è la persona che nello staff dell’amministratore delegato di Aimeri, Maltoni, si cura di Marsala. Quando c’è qualcosa che non va a Marsala, Maltoni alza il telefono e dice: "Paladino che cosa sta succedendo?"

E’ cosi, anche se il responsabile del cantiere di Marsala è l’ottimo Gino Sansica.

Che differenza c’è tra i vostri due ruoli?

Allora, io dal 2009 al 2012 ero al posto di Sansica e mi occupavo esclusivamente del cantiere di Marsala, dopo sono stato chiamato a Trapani nel 2012 e qui è venuto l’ing. Luigi Messina che poi ha fatto altro scelte, così, in ambito Terra dei Fenici, assieme all’architetto Giovanni Picone che è il capo commessa provinciale, abbiamo deciso di nominare Gino Sansica capo cantiere di Marsala.

E’ lei fa il facilitatore, alla fine.

Beh, diciamo di si. Io faccio parte della commessa di Marsala. Il nuovo amministratore delegato l’ing. Maltoni, circa cinque mesi fa mi ha chiamato nel suo staff e dove mi comanda io vado. Mi ha raccomandato particolarmente Marsala, ed io è da alcuni mesi che non mi schiodo da Marsala.

Lei cura tutto quello che avviene in ambito rifiuti a Marsala. Segnalazione dei cittadini, rapporti con l’amministrazione comunale e iniziative varie, tra cui quella di venire qua a parlare con noi.

Si, mi sono dovuto fare autorizzare. Abbiamo un’azienda verticistica, molto aperta e democratica ma molto verticistica, nel senso che siccome non ho mandato per rappresentare l’azienda all’esterno, mi devono autorizzare.

Paladino, ci sono novità sulla raccolta differenziata, o particolari criticità per adesso?

Non mi giungono notizie di particolari criticità sul territorio. Verò è che abbiamo avuto una direttiva ben precisa, di mettere i cosiddetti bollini gialli qualora il rifiuto non sia conforme a quella data. Il bigliettino giallo per due volte, la terza volta quello rosso e la segnalazione alla Polizia Municipale.

Funziona? Avete gia cominciato?

Per ora è un progetto pilota. Siamo ai gialli e vorremmo evitare di mettere i rossi.

Ogni quanti gialli si mette il rosso? Per capire noi quanto possiamo sgarrare.

Due, tre e scatta il rosso.

Quindi con il rosso che succede, arriva il vigile a casa?

Dovrebbe venire il vigile a casa.

A quel punto si deve risalire a chi appartiene l’immondizia. Caravà ex sindaco di Campobello, noto per tante vicende giudiziarie, faceva aprire i sacchetti ai vigili per capire di chi fossero.

Anche qua si è fatto nel recente passato con risultati lusinghieri, poi c’è stato uno stop a questa attività di controllo.

Secondo lei sarebbe necessario rifarlo da parte dei vigili urbani?

Secondo me, già il controllo che fanno gli uomini di Aimeri potrebbe essere più che sufficiente. Se io ti metto i bollini gialli, tu cittadino cominci a capire. E’ una questione esclusivamente culturale. A volte mi dicono: “Io devo perdere tutto questo tempo a selezionare i rifiuti per averne che cosa”. Questo tipo di ragionamento mi fa rabbrividire. Noi dobbiamo farlo per una coscienza civica non per averne un ritorno. Dobbiamo avere il diritto di differenziare l’immondizia non l’obbligo. Se questa città mi sta dando questo diritto non vedo perchè non dobbiamo esercitarlo.

A noi sono arrivate tante segnalazioni. Tre su quattro dicono: “Perchè ci obbligano a fare la differenziata e poi loro mischiano tutto? perchè mettono tutto nello stesso camion...”. La spieghiamo meglio questa cosa, e soprattutto, ad esempio, il martedì si espone la carta, in realtà il lunedì sera per il giorno dopo, ci racconta che giro fa realmente questa carta?

E’ una leggenda metropolitana il fatto che si mischia tutto, messa in giro da chi non vuole fare la differenziata.

A noi è capitato di vedere che mischiano i sacchetti.

Se c’è il contenitore bianco della carta e l’operatore trova altro che non sia carta, per evitare di inquinare tutto, ha l’obbligo di farlo diventare indifferenziato.

Alestra ai tempi in cui era ai vertici dell’Ato, ci diceva che basta il 5% di corruzione della carta per mandare a monte tutto il guadagno e addirittura ci fu un periodo in cui l’Ato pagava di più; erano più le spese per dividere la carta da altro materiale che il guadagno dalla vendita della carta. Cose che accadono solo da noi.

Questo a me non risulta. Io posso dire una cosa per rasserenare tutti i cittadini che hanno coscienza civica. Posso dire che fino ad un massimo di 4/5 % si può consentire. Superiore a questa soglia c’è il rischio di inquinare il lavoro certosino che fa il cittadino.

Il cartone della pizza che è sempre oggetto di contestazione, è carta o inquina?

Se la pizza che mi viene portata, la mozzarella e il suo condimento non sbrodola o non si attacca, questo cartone è riciclabile. Se c’è una piccola macchia d’olio va bene, è riciclabile. Il cartone se è completamente unto va in indifferenziato. Il tovagliolo di carta, invece, se dovesse essere molto unto è organico.

I piatti di plastica che ne facciamo?

Fino al 2012 i piatti e i bicchieri di plastica venivano considerati indifferenziati. Poi è intervenuta una nuova norma, perchè i consorzi di filiera si sono attrezzati, e allora, qualora il piatto e il bicchiere di plastica sono puliti, sono rifiuti riciclabili. Pulito significa che se io bevo un bicchiere di acqua o di vino e lo completo tutto, questo bicchiere è riciclabile. Se beviamo un bicchiere di succo di frutta che è denso, questo è indifferenziato, però aggiungo, non ci vuole niente, se lo sciaquiamo in pochi secondi lo possiamo buttare nella plastica, e abbiamo fatto un servizio buono per la città. Non ci vuole niente, e se vogliamo lo possiamo fare tutti.

Allora, io espongo la plastica. Passa l’operatore, che viaggio fa questo sacchetto, dove arriva?

Arriva il mezzo piccolo con mono-operatore. L’uomo prende il sacchetto di plastica, assolutamente riciclabile, e lo scarica nella vasca del mezzo, finisce il suo giro e va scaricare in un mezzo più grande chiamato ricettore, chiamato in gergo da noi “Mamma”, perchè riceve.

Ed è fisso o mobile questo mezzo e dove si trova a Marsala?

E’ fisso, per Marsala centro si trova presso l’area artigianale. Il materiale scaricato, quindi la plastica, viene consegnata alla piattaforma di riferimento per Marsala che, prima l’Ato e poi il Comune di Marsala hanno individuato in un’azienda di Petrosino che ci è stata indicata dalla stazione appaltante. Noi la portiamo lì. Dopodichè non sappiamo più nulla di quello che succede.

Non è più competenza vostra a quel punto.

Assolutamente. Aggiungo, e voglio sfatare un luogo comune. Ci dicono: “Voi dell’Aimeri fate soldi, vi vendete la carta, la plastica...”. Non è così. L’Aimeri ha un canone fisso mensile per svolgere un servizio. Il servizio è: prelevare dalle utenze e portare alle piattaforme o in discarica che ha individuato la stazione appaltante.

Il canone fisso sono quei 14 milioni di euro l’anno.

Neanche questo. Il canone è per tutto il sistema dei rifiuti, che comprende la discarica di siculiana ecc. ecc.

Allora, la plastica va a Petrosino. La carta?

Per la carta il Comune ha individuato una piattaforma a Petrosino e una a Paceco. Abbiamo avuto l’indicazione da parte della stazione appaltante di mantenere un certo equilibrio.

Vetro e metallo?

Vanno presso una piattaforma individuata nel Comune di Marsala.

E l’organico va presso la Sicilfert?

Si, l’organico va alla Sicilfert perchè è l’unica piattaforma indicata dal Comune. L’indifferenziato va a Siculiana.

Indifferenziato, che è il vero costo che incide di più.

Si, ma anche l’organico è un costo. Il Comune paga per conferire l’organico, questo diventa compost e poi l’azienda se lo rivende. Per quanto riguarda l’indifferenziato, la Regione con l’ultimo decreto del 17 gennaio ha individuato per Marsala e altri comuni dell’Ambito, la discarica di Siculiana. Anche Alcamo conferiva a Siculiana ma con un decreto la Regione ha deciso di trasferire a Trapani.

Poco fa lei diceva, Aimeri non fa solo questo. C’è un costo di 14 milioni di euro che comprende tanti servizi. Cosa fate?

Il costo Aimeri compreso l’Iva che non va ad Aimeri, credo sia attorno ai 9 milioni all’anno. Poi ci sono 6 milioni di trasferimenti e conferimenti che non vanno ad Aimeri.

Lei questo lo dice anche per sfatare lo slogan che Aimeri costa tanto.

Aimeri 16 milioni, no, non è cosi. Ad Aimeri vanno 9 milioni. Se poi consideriamo che il 75/80% è costo del personale, i conti sono presto fatti.

Secondo lei si è sbagliato con il personale. Magari è troppo?

Assolutamente no. Per fare il porta a porta no. Noi a Marsala abbiamo 162 unità. Dobbiamo calcolare che il 15-16% è da considerarsi giornalmente personale ridotto per ferie, malattie ecc. A Marsala  comunque i 162 sono dimensionati in maniera perfetta per potere garantire il servizio.

Lei l’ha letta la relazione, quella della commissione d’inchiesta che si fece a Marsala sui rapporti con l’Ato, l’Aimeri ecc. ecc.?

Non mi crederà, non l’ho mai letta.

Perchè non l’ha letta? Non ha avuto mai questa curiosità? Era animata più da verve politica secondo lei?

Non mi sono interessato, perchè secondo me c’era più una presa di posizione di carattere politico che altro. A me piace parlare di “munnizza”.

Come sono i rapporti con il Sindaco Di Girolamo?

Ci siamo incontrati pochissime volte, non c’è stata occasione vera e propria. Credo sia una persona tranquilla.

Lui dice che vi fa pagare un sacco di multe.

Assolutamente no. Ricordo che ha detto in una conferenza stampa: “Non voglio fare penali, perchè non servono a nulla ma pretendo una città più pulita”.

E poi in un’altra ha detto che ha fatto un sacco di penali. Le fa le penali o no? Ricordiamo che avesse fatto un calcolo di trecento mila euro.

Bisogna vedere. La penale si fa quando si ritiene di aver subito un disservizio. Per ora posso dire che ci fu una penale per un milione e trecento mila euro per il 2010 (Sindaco Carini) che potrebbe fare scuola per tutte. Tu mi fai una penale e io dico a mia difesa che il fatto non sussiste. Andiamo a giudizio, se non ricordo male il tribunale nomina un perito e quest’ultimo sostiene che la penale non è 1 milione e trecento mila ma appena trecentonovantamila euro.

Si è sempre verificata questa cosa?

E’ il primo caso. Perchè ancora ci sono gli anni 2011, 2012, ecc. Ancora ci sono circa 4 milioni di penali pendenti negli anni.

4 milioni di penali, soldi che il Comune non vi ha pagato?

Assolutamente si. Anche per gli anni successivi c’è la stessa impostazione per la penale.

Quindi lei dice che se quella fa giurisprudenza, siamo fregati noi cittadini. Quando il Sindaco dice: ho applicato la penale ad Aimeri, dice però mezza messa, perchè non dice che Aimeri si oppone e se ne parla tra cinque anni e magari non si deve pagare nessuna penale.

Il Sindaco non è nè un avvocato nè un giudice, quindi, sulla scorta dei dati forniti dai suoi dirigenti fa quello che ritiene più giusto.

Paladino, il 31 agosto 2016 finisce il servizio di Aimeri.

Si, in realtà dovrebbe finire il 31 ottobre, perchè a Marsala iniziò in novembre. Siccome il grosso della commessa iniziò il 1° di settembre negli altri comuni, per uniformarci c’è l’indicazione dal parte dell’SRR che pone la fine del servizio alla fine di agosto.

Aimeri ha avuto in città, negli ultimi anni, un pò di difficoltà di comunicazione con gli utenti. S’è messa un po’ dalla parte dei cattivi e questa cosa un po’ è rimasta. Non è che questa spinta alla comunicazione di adesso è anche per il fatto che contate di esserci anche dopo?

Io ricordo che in una conferenza stampa ad una domanda di un vostro collega, il mio amministratore delegato ha risposto che, vogliamo in questo ultimo scorcio di attività - sembrerà una contraddizione in termini parlando di immondizia -, lasciare profumo. Poi si vedrà. Non sappiamo se c’è gara che tipo di gara sarà, l’Aimeri partecipa non partecipa, non lo sappiamo. 



Native | 25/04/2026
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