Fabrizio Mustaro è il nuovo capo della Squadra Mobile di Trapani. Nato a Sassari 45 anni fa, è cresciuto a Nuoro dove ha fatto tutto il percorso di studi e si è laureato in giurisprudenza all’Università di Pavia. Dopo la laurea è tornato nel nuorese e ha cominciato la sua carriera di poliziotto nel 2000, nella regione della Barbagia, come commissario ad Orgosolo. Da qui il passaggio in questura alla guida della squadra volante, ed ancora capo di gabinetto per quasi 4 anni e alla Digos per due. Svolgendo insieme l’incarico di portavoce della questura e dopo a capo della squadra mobile. Anni vissuti e spesi con la massima attenzione per una realtà che conosce profondamente e con l’entusiasmo di essere alla guida della squadra mobile della sua città. In questi anni Mustaro ha risolto 18 casi di omicidio, fatto costituire 8 latitanti, catturato diversi banditi, ha risolto il caso di Dina Dore, la donna di Gavoi uccisa nel 2008, arrestando il marito Francesco Rocca che era il mandante dell’omicidio, e il giovane Pierpaolo Contu, esecutore materiale del delitto. Altre importanti indagini: quelle sul delitto di Rosanna Fiori a Villanova Strisaili e sull’inquinamento nel poligono militare di Quirra, arresti per traffico di droga e le inchieste sugli assalti armati ai furgoni blindati. E poi il suo gioiello nel campo della repressione della microcriminalità giovanile: l’Osservatorio sul bullismo. Un’esperienza portata oltre i confini della Sardegna e arricchita dal famoso diario scolastico “Diahio” ormai adottato da tutte le questure italiane.
A 45 anni, Mustaro lascia Nuoro per Trapani, dopo aver fatto bene, conseguendo dei risultati eccellenti e passato anche momenti duri, come quello della perdita di un uomo della sua squadra, Luca Tanzi, morto nell’autunno del 2013, mentre prestava soccorso in occasione dell’alluvione. Mustaro lascia la Sardegna per un’altra isola. Chiamato dal ministero dell’Interno a guidare la Squadra Mobile di Trapani. Il cambio al vertice di della mobile segna senza dubbio un momento importante per il territorio interessato. A Trapani ha un valore maggiore, per il contesto, per la capacità della criminalità di ramificarsi e confondersi con il tessuto sociale in cui vive. Mustaro va ad assumere un incarico certamente difficile; un’eredità pesante quella dei suoi predecessori Giuseppe Linares e Giovanni Leuci che hanno guidato, prima l’uno e poi l’altro, la Squadra Mobile dal 1995 ad oggi, dando la caccia e riuscendo ad arrestare, tra gli altri, tanti boss di spicco di cosa nostra trapanese come Vincenzo Virga, Andrea Mangiaracina e Natale Bonafede, e condotto tantissime operazioni antimafia, come le tre fasi Peronospera che portarono in carcere mafiosi, politici, amministratori, consiglieri comunali e provinciali, ma anche avvocati, imprenditori, vigili urbani e funzionari pubblici, tutti coinvolti in intrecci tra mafia e politica, e le più recenti in ordine di tempo, Golem I e II e Eden I e II che hanno contribuito a smantellare il sistema criminale e la rete di protezione del boss di Castelvetrano, Matteo Messina Denaro. Ora il compito della cattura del superboss trapanese passa a Mustaro. Giuseppe Linares al termine di una delle sue ultime operazioni disse che si era vicinissimi alla cattura se solo non fosse stato interrotto il percorso dei pizzini con la decisione, sbagliata, di anticipare gli arresti. Chissà, magari con Mustaro sarà la volta buona!