12/03/2016 06:35:00

Un drone per la viticoltura. Il progetto delle Cantine Birgi a Marsala

 Un gruppo di agronomi ed esperti di economia e di marketing hanno messo su una progettazione ad hoc pensata per l’agricoltura.
Il team, formato dagli agronomi Gian Piero Vantaggiato e Katia Omodei, dai dottori Vincenzo Fundarò, economista, Evelyn Renda, esperta in marketing, e Giuseppe Vantaggiato che si occupa di gestione e controllo aziendale, ha presentato presso la Cantina Birgi il progetto “Wine copyright, vino d’autore. Gestione dei vigneti e produzione di vino con una metodologia innovativa”.
Il gruppo lavora in totale sinergia di intenti e di progettualità con l’Università degli Studi di Palermo e con l’I.E.ME.S.T. , l’istituto Euro Mediterraneo di Scienza e Tecnologia.
Il progetto presentato prende le mosse dalla innovazione in ambito vitivinicolo con l’aiuto di tecnologie nuove e risolutive di parecchi problemi che si possono abbattere sulle filiere delle viti.
In Italia, fanno notare gli attivisti del progetto, si produce circa il 18% del prodotto vinicolo; solo in Sicilia il 16.5%
Dall’esame dei dati annuali però si è notato come la concorrenza internazionale abbia di fatto bloccato i vini italiani nella loro vendita e commercializzazione.
Per essere pertanto competitivi c’è bisogno che l’agricoltura del settore si ammodernizzi e che passi a tecniche che possano portare al massimo risultato con attenzione, però, al prodotto venduto, tutelando in modo particolare due specie autoctone che sono il frappato e il grillo.
Per proteggere queste due colture e creare dei vini che sono esclusivi e non imitabili bisogna estrarre i lieviti indigeni territoriali che per la peculiarità del nostro territorio si trovano esclusivamente nelle zone del territorio di Birgi e di tutto lo Stagnone.
Questo perché oggi il mercato, spiega Gian Piero Vantaggiato, richiede dei vini di qualità caratterizzati da originalità sensoriale e forte identità territoriale.
Per avere, però, un vino di qualità , continua il relatore, bisogna avere dei vigneti di qualità , con controlli effettuati tutto l’anno tramite tecnologie innovative: il drone.
Con il drone i vigneti verranno monitorati costantemente , le telecamere multispettrali, sorvolando il vigneto, faranno una tac allo stesso e si potrà dire con esattezza se la pianta è sana o malata.
Il drone, grazie alle coordinate gps correttamente inserite, raggiunge il vigneto e ivi scatta delle foto, 3 al secondo, e nell’ immediato le trasmette al pc così da individuarne malattie o stress.
Questa è l’agricoltura di precisione molto diffusa in tutto il nord Italia.
La presentazione del progetto, infatti, non a caso viene fatta alla cantina Birgi, poiché è l’unica che ad oggi utilizza la agricoltura di precisione.
Questa nuova tecnologia potrebbe porre fine agli attacchi parassitari che creano la perdita di circa il 20-30% della produzione o potrebbe evitare interventi non necessari e pertanto costosi.
E la cantina Birgi che sta investendo sulla ricerca e sulla tecnologia sembra stia dando una svolta a tutta la viticoltura marsalese.

Rossana Titone