Marsala. L'infermiere accusato di abusi sui pazienti anestetizzati. Nuovi particolari
Emergono nuovi particolari, frutto delle indagini della Procura di Marsala, sul caso dell'infermiere marsalese posto ai domiciliari con l'accusa di aver abusato di alcuni pazienti mentre erano anestetizzati.
Secondo quanto emerso non sarebbe solo la donna che ha sporto denuncia la vittima. Sarebbero di più, e tutte registrate dalle telecamere piazzate dai carabinieri. Anche un anziano uomo avrebbe subito violenza sessuale (parti intime palpeggiate) dal 52enne infermiere marsalese Giuseppe Maria “Maurizio” Spanò, posto agli arresti domiciliari lo scorso 15 marzo dai carabinieri con l’accusa di avere abusato sessualmente di diversi pazienti anestetizzati per essere sottoposti ad accertamenti diagnostici piuttosto dolorosi. Spanò è infermiere professionale all’Ospedale “Paolo Borsellino” (è “ferrista” nell’equipe del complesso operatorio), ma gli abusi non sono avvenuti al nosocomio, ma nello studio medico privato del noto gastroenterologo marsalese Giuseppe Milazzo (adesso presidente nazionale dell’Aigo). Il dottor Milazzo, fratello del deputato regionale del Pd Antonella Milazzo, però non è indagato. Come emerso anche dalle immagini delle videocamere piazzate dai carabinieri dopo la denuncia della donna che ha fatto scattare l’inchiesta, il medico non si sarebbe mai accorto di nulla perché l’infermiere avrebbe agito quando Milazzo, dopo avere sedato i pazienti ed effettuato l’accertamento diagnostico, usciva dalla stanza lasciando i pazienti sul lettino in attesa che svanisse l’effetto dell’anestetico (pare, farmaci ospedalieri). La donna che ha sporto denuncia avrebbe subito l’abuso sessuale mentre si stava risvegliando. Era cosciente, ma ancora non riusciva ad aprire gli occhi, né a muoversi. Dunque, non si poteva opporre. Anche perché, ha poi raccontato agli inquirenti, bloccata dalla paura. Il marito era nella stanza accanto, ma non poteva accorgersi di nulla. Uscita sconvolta dallo studio medico, non denuncia subito perché “temeva di non essere creduta”. Ma dopo aver raccontato tutto al marito e al figlio, si reca dai carabinieri. Le indagini vengono coordinate dai sostituti procuratori Anna Sessa e Silvia Facciotti. Le telecamere piazzate nello studio medico di Peppe Milazzo sono attive l’8, il 10 e il 14 marzo e nelle ore pomeridiane registrano altri otto casi. Per lo più, palpeggiamenti, baci e atti di autoerotismo. In un caso, però, a quanto pare, anche un rapporto sessuale completo con un’anziana donna. Per gli inquirenti si tratta di “azioni delittuose incontrovertibili”. L’8 e il 10 marzo, le vittime sono tre donne di mezza età. Cinque gli episodi documentati il 14 marzo. Stavolta, a subire violenza persino un anziano uomo, al quale vengono toccate le parti intime. “Mi sembra tutto un incubo – dichiara il dottor Milazzo al periodico S – Vorrei svegliarmi per poter dire che è stato solo un brutto sogno. Svolgo la professione medica da quarant’anni. Tutto questo non me lo meritavo”. Milazzo dice di non riuscire a darsi pace. “E pensare – continua – che ero lì, a pochi passi, dietro una porta aperta centinaia di volte. Non posso far altro che continuare a chiedermi come sia stato possibile tutto questo”. Intanto, pare il medico non abbia riconosciuto le otto vittime di abusi filmate dai carabinieri. Se queste otto persone, infatti, non sanno cosa è loro accaduto, non possono sporgere denuncia. Al momento, ancora non si sa se i carabinieri sono riuscite a identificare le otto persone filmate mentre erano oggetto delle “attenzioni” dell’infermiere. Dopo l’arresto, Spanò è stato sospeso dall’Asp. Non è chiaro, però, se avesse, in quanto dipendente pubblico, l’autorizzazione dei vertici dell’azienda sanitaria provinciale per poter lavorare nello studio medico privato e come veniva retribuito. Per Milazzo, pare, che Spanò lavorasse già da diversi anni. L’indagine, insomma, potrebbe allargarsi anche agli aspetti di natura amministrativa e fiscale.
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