Lorenzo Cimarosa torna a Castelvetrano. E' il cugino acquisito di Messina Denaro che...
Torna a Castelvetrano Lorenzo Cimarosa. Si tratta del cugino acquisito di Matteo Messina Denaro che è stato anche il primo a rispondere alle domande dei Pm della Dda di Palermo. Tanto che in molti lo hanno definito "pentito" o "collaboratore di giustizia", ma è lo stesso Cimarosa, che pure ha riempito diversi verbali con le sue dichiarazioni, a dire di non essere un pentito, anche per il suo ruolo marginale nel complesso risiko degli affari della famiglia mafiosa di Castelvetrano. La prima sezione della Corte d'appello di Palermo lo ha condannato a 5 anni e 4 mesi, pena che da adesso (è stato arrestato nel Dicembre del 2013) può scontare ai domiciliari, nella sua città. Tra i suoi figli, ha seguito il suo percorso di dissociazione pubblica da Messina Denaro, anche il figlio Giuseppe. Lunedì prossimo, Cimarosa è atteso nell’aula della corte d’appello di Palermo dove si sta celebrando il processo al nipote prediletto del superlatitante, Francesco Guttadauro. Le nuove dichiarazioni di Lorenzo Cimarosa, che è assistito dall'avvocato Monica Genovese, sono state depositate nei giorni scorsi dai sostituti procuratori Paolo Guido e Carlo Marzella al sostituto procuratore generale Mirella Agliastro, ripercorrono altri particolari sulla rete dei favoreggiatori di Castelvetrano.
"Negli ultimi due anni – ha confermato Cimarosa - dopo l’arresto di mio cognato Giovanni Filardo, io mi sono occupato del sostentamento del latitante e della sua famiglia". L’azienda di Cimarosa era una sorta di bancomat per Matteo Messina Denaro. "Negli ultimi tempi gli ho fatto avere sessantamila euro. A dicembre ottomila". Adesso, Cimarosa parla del ruolo dell’imprenditore Antonino Lo Sciuto,
che in primo grado era stato assolto e dunque scarcerato, dopo 14 mesi. Nelle prime dichiarazioni lo aveva risparmiato dalle accuse, ora Cimarosa dice di voler raccontare tutto quello che sa sul sistema Messina Denaro e sugli insospettabili complici. I verbali depositati in corte d'appello sono pieni di omissis. Cimarosa avrebbe offerto nuovi spunti per le indagini di polizia e carabinieri.
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