29/06/2016 07:00:00

"Matteo Messina Denaro è morto o è latitante a Caracas"

 Le ipotesi relative a una possibile morte o fuga in Sudamerica del capomafia Matteo Messina Denaro sono state ribadite, in aula, dall’avvocato Luigi Miceli nel corso della sua arringa a difesa di Francesco Guttadauro, nipote del boss castelvetranese, nel processo d’appello, a Palermo, scaturito dall’operazione antimafia “Eden” del 13 dicembre 2013, che alla sbarra vede tutti gli imputati, sia assolti che condannati, giudicati in primo grado dal Tribunale di Marsala. “Esistono delle relazioni investigative – ha affermato il legale - che ritengono Matteo Messina Denaro morto da anni e altre che lo indicano latitante a Caracas”. Il 31 marzo 2015, il Tribunale di Marsala inflisse 16 anni di carcere a Guttadauro. E il Pg Mirella Agliastro ha chiesto la conferma della condanna. A difesa del nipote del boss, l’avvocato ha sostenuto che “oltre al rapporto familiare che lega l’imputato a Matteo Messina Denaro, non sono state acquisite agli atti prove dimostrative del fatto che Francesco Guttadauro sia stato organico alla famiglia mafiosa di Castelvetrano”. Quindi, ha proseguito il legale, “la sua mafiosità si ricava illegittimamente solo dal circuito relazionale e dal vincolo familiare con lo zio e non già da condotte illecite soggettivamente ascrivibili all’imputato”. Ed è stato a questo punto che il difensore ha rilanciato le ipotesi relative alla morte superlatitante o a una fuga in Sudamerica.