02/08/2016 06:30:00

Messina Denaro, il pentito Fogazza parla di Scimonelli e dell'omicidio Lombardo

La figura di Domenico Scimonelli, l’imprenditore di Partanna, arrestato nel corso dell’operazione Ermes nell’agosto del 2015, negli ultimi mesi è al centro dell’attenzione degli inquirenti che danno la caccia a Matteo Messina Denaro. Scimonelli considerato a tutti gli effetti l’uomo dei bancomat a disposizione del boss, è stato condannato lo scorso maggio a 17 anni di reclusione. Ma è imputato in un altro processo a Palermo perchè ritenuto il mandante dell’omicidio di Salvatore Lombardo, un pregiudicato di Partanna che è stato ucciso con due fucilate, il 21 maggio del 2009, per aver rubato un camion di merce dal suo supermercato. A parlare agli inquirenti dell’omicidio di Lombardo, dei suoi rapporti con Scimonelli, e dei rapporti di quest’ultimo con Messina Denaro, è uno degli autori dell’omicidio, il 44 enne Attilio Fogazza, titolare di una concessionaria a Salemi che, secondo quanto riferito ai magistrati, su indicazione di Scimonelli, assieme a Nicolo Nicolosi, quella sera di maggio era in auto mentre il killer (Nicolosi) faceva fuoco su Lombardo.

Prima lo pigghia cca alla spalla destra, e chistu un muriu, u tempo ca chistu scappa verso il bar Nicola ci tira un altro colpo”. Così, con queste frasi agghiaccianti, Fogazza parla dell’omicidio Lombardo. E sono proprio le dichiarazioni del pentito, già messe a verbale più di tre mesi fa ai pm Teresa Princiapato e Carlo Marzella, che inchiodano Scimonelli in questa vicenda. Fogazza, infatti, inizia il suo racconto dal furto subito da Scimonelli al suo supermercato: “Nel 2009 arrubbano a stu supermercato, Scimonelli dice 'a mano veni sempri i dintra' (la mano viene sempre da dentro), dopo quattro cinque giorni viene e dice io 'u sacciu cu è, Lombardo, funciazza (soprannome con cui la vittima era conosciuta in paese)”. Dopo qualche mese Scimonelli dice a Fogazza e Nicolosi di eliminare Lombardo.

Fogazza racconta come Scimonelli ordinò l'omicidio: “Viri ca chistu sinn'ave a gghire (questo se ne deve andare)”. Fogazza gli disse di aveva paura: “Ci disse... io non sono portato a fare queste cose, dice 'no tu l'a fare...' un giorno Scimonelli mi ha detto... 'ora la devi finire di remare sempre contro di me, tu a fare chiddu che ti dico io?”. L'imprenditore “porta un fucile a canne mozze...”. Nessun tentennamento in Nicolosi: “Ci dissi 'Nicola convinto?', 'che ti devo dire io ho bisogno'”. Per i killer c'era una ricompensa in denaro, mai incassato. Fogazza voleva tirarsiall'ultimo a tirarsi indietro: “... iddu va pigghia l'arma, con i cartucce e i pallettoni, ci dissi 'Nicola i sugnu cacatu morto' e Scimonelli disse 'tu fai chiddu che dico io...”.

E' il 21 maggio del 2009, sono passati quindici minuti dopo le 19 e Salvatore Lombardo viene ucciso mentre entra al bar Smart Cafè di via XV gennaio. Era appena uscito dalla caserma dei carabinieri dove andava a firmare il registro perchè sorpreso a rubare l'energia elettrica. Questo il racconto di Fogazza delle fasi dell'omicidio: ”Noi eravamo da poco tornati da una trasferta il giorno prima a Roma con il signor Scimonelli per aiutarci a consegnare l'olio alla Carrefour.... e poi ce ne siamo scesi”. Scimonelli era lì, dentro un furgone parcheggiato a una manciata di metri dal luogo del delitto a cui avrebbe assistito “dallo specchietto” retrovisore: “Dalla caserma arriva funciazza, si ferma. Nicola scinniu e gli spara, prima lo pigghia cca e chistu un muriu... u tempo ca chistu scappa verso il bar Nicola ci tira un altro colpo e u pigghia... Nicolosi è salito sopra la macchina...”. Poi la fuga: “Scimonelli mi disse questa macchina falla sparire... io ci rissi a Peppe Genna viri ca machina ave a sparire, perché ci fu l'omicidio... l'arma è stata buttata dove c'è un ponte prima che imbocca la strada per santa Ninfa, l'indomani l’andò a prendere Scimonelli e l'ha fatta sparire...”.