L’alto senso delle istituzioni, spesso richiamato, deve essere conseguenziale al rispetto stesso che si è pronti a riconoscere alle istituzioni medesime. Chi proviene da partiti politici sa bene a cosa ci si riferisce e sa bene come ci si deve comportare in aula, e anche fuori, perché consiglieri o assessori o altro ancora lo si è fino alla fine del mandato stesso.
Questa settimana, nauseamente spesso, si è sentita pronunciare la parola, buttata a casaccio, rispetto. E l’ho sentita riferita alla stampa, come se fosse la stampa a mancare di rispetto alle istituzioni.
La stampa, invece, osserva ,e pure tanto, ascolta e poi scrive.
La stampa, suo malgrado, qualche volta avrebbe preferito non vedere e non sentire certe frasi al limite del delirio e delle farse tragicomiche.
Come si può chiedere rispetto se non si è capaci di riconoscerlo? Quante volte in aula consiliare mentre un consigliere parla gli altri si fanno i fatti propri? Chi chatta, chi parla al cell, chi sfoglia i social, chi parla con il vicino di sedia, chi bene the e mangia tuc…e il consigliere, tristemente, sta facendo il suo bel discorsetto da solo, ovvero alla stampa.
E allora perché irritarsi se poi c’è qualcuno che tutto ciò lo nota e lo mette nero su bianco?
Se la stampa non c’è ci si lamenta della scarsa attenzione, se è presente ci si lamenta di ciò che scrive . Il problema è che si vorrebbero i giornalisti- burattini lì seduti, pronti a scrivere cose immancabilmente positive, anche quando non ci sono.
Ha detto bene, in uno degli ultimi consigli comunali, Giovanni Sinacori : “ siamo ridicoli perché non riusciamo a dare alla città la più elementare delle risposte.”
Il consigliere parlava delle problematiche del versante nord della città, ma se lo dice un consigliere è cosa normale e legittima se lo dice la stampa ridicolizza il consiglio pieno di professionisti, ha sbottato qualche altro.
La verità è che il senso delle istituzioni non c’è, e non c’è nei consiglieri giovani né in quelli più anziani che pensano di essere da esempio.
Se così non fosse, mentre in aula si votava la delibera Sarco, non si sarebbero postate su facebook le foto, di qualcuno dell’opposizione, che in gommone in mezzo ad un mare meraviglioso si divertiva.
Certo, l’opposizione ha deciso di non essere in aula ma deridere chi sta facendo il suo lavoro è cosa profana. Anche questo è rispetto.
E allora forse è meglio imparare a capire il vero significato della parola, prima ancora di esigerlo. Da wikipedia: rispetto è il riconoscimento di una superiorità morale o sociale manifestato attraverso il proprio atteggiamento o comportamento.
Quindi, pensare a come ci si è comportati per pretende poi l’ugual trattamento da altri.
Intanto per le vacanze estive tutti a ripetizioni di Rispetto.
Rossana Titone