"Recuperiamo la bellezza", i ritardi del Governo. Marsala e Trapani aspettano
Che fine ha fatto il progetto “Recuperiamo la bellezza” del Governo Renzi? A quattro mese dall'inizio della campagna, con tanto di indirizzo mail dedicato che dava il nome al progetto, bellezza@governo.it, non c'è nulla ancora. Non c'è la commissione che deve esaminare i progetti. E soprattutto non ci sono i soldi.
Di cosa si tratta. Il Governo aveva lanciato l'invito a segnalare i luoghi dell’identità e della bellezza che hanno bisogno di un aiuto economico e finanziario per ripartire. Per essere recuperati. L'annuncio era stato dato l'8 maggio scorso, e le mail dovevano arrivare entro il 31 maggio. Sul piatto c'erano 150 milioni di euro da destinare alle opere meritevoli. Secondo chi? Secondo una commissione appositamente nominata dal Ministero della Cultura che avrebbe dovuto selezionare i beni culturali proposti dagli italiani. L’email era semplice, l'idea anche. Una volta raccolte le mail i fondi dovevano essere assegnati entro il 10 agosto. Ma non c'è l'ombra né dei soldi, né della commissione. Tutto fermo, a quattro mesi del lancio dell'iniziativa e a due mesi dalla scadenza data dal Governo per emanare il decreto.
Per la provincia di Trapani sono stati segnalati diversi beni da recuperare. Ad esempio a Trapani associazioni e cittadini hanno spinto per recuperare la Colombaia. Tp24.it ha lanciato l'appello per chiedere di recuperare la chiesa di Santa Maria della Grotta. Un'iniziativa poi seguita da Il Vomere, associazioni e a cui si è accodato il Comune di Marsala. Del suo recupero se ne parla da tempo ma non se n'è fatto nulla. L'invito della redazione e l'appello a segnalare al Governo Nazionale la Chiesa di Santa Maria della Grotta è rivolto a tutti i cittadini, all’amministrazione comunale, al sindaco Alberto Di Girolamo, ai consiglieri comunali, alle scuole. Questo luogo è entrato nel cuore dei marsalesi solo negli ultimi anni. La redazione di Tp24 se n'è occupata diverse volte con visite e video. La chiesa è chiusa dalla fine degli anni ‘60 a causa dei danni provocati dal terremoto del '68. Da allora la chiesa è stata chiusa. Tutto il patrimonio storico e artistico all’interno in questi anni è stato razziato, vandalizzata la struttura. L’area trasformata in ovile, usata come discarica. La torre normanna vicina è crollata, invece, a fine anni 70. In questi anni il Fai si è interessato al monumento con visite guidate durante le "Giornate del Fai".
Come questi poi ci sono stati altri beni segnalati al Governo. Anzi, sono tantissimi. Sono state infatti raccolte quasi 140 mila segnalazioni di cittadini i quali hanno indicato più di 7540 luoghi in cui esiste un bene culturale da ristrutturare o recuperare alla fruizione collettiva. Borghi, ville, palazzi storici, chiese e monumenti, sono i beni culturali che gli Italiani vorrebbero recuperare.
Sui ritardi sono state presentate anche delle interrogazioni alla Camera dei Deputati.
Secondo il Ministro alla Cultura Franceschini i motivi del ritardo sono “l'elevatissimo numero di proposte pervenute e la loro eterogeneità”. Inoltre, comunica sempre il ministro, è allo studio l'ipotesi di selezionare un solo sito per Comune. Ma ancora non c'è l'ombra di questo studio.
Intanto, a proposito di chiese, a Marsala, pare che potranno riprendere i lavori di restauro della piccola esuggestiva hiesa di San Giuseppe, in via XI Maggio. Lavori che sono fermi da oltre sei anni e che potrebbero riprendere a breve anche per via del finanziamento regionale di 800 mila euro. Il progetto è curato dall'architetto Giovanni Nuzzo e la somma che dovrà essere stanziata servirà a coprire tutti i lavori.
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