La prescrizione del reato ha “salvato” il 49enne salemitano Giuseppe Salvatore Rizzo, che l’11 giugno 2014 era stato condannato dal Tribunale di Marsala a tre anni e due mesi di reclusione per “violazione di sigilli” e “dispersione o distruzione di beni sottoposti a sequestro nell’ambito di un procedimento penale”.
In secondo grado, però, è scattata la prescrizione. Davanti alla Corte d’appello di Palermo, infatti, l’avvocato difensore Giuseppe Ferro di Gibellina, ha sostenuto, con successo, che i reati erano ormai estinti per prescrizione, in quanto nel capo d’imputazione è specificata la data di accertamento del fatto (31 maggio 2011), ma non quella in cui sarebbe stato commesso il fatto. I beni affidati a Rizzo come custode giudiziario erano tre televisori, un decoder, un modem, due telecomandi, un monitor con unità centrale e una stampante.