“Ho fatto, come mi è stato richiesto, un focus specifico sulla situazione politico-amministrativa del Comune di Castelvetrano e su questo aspetto mi permetto di chiedere alla presidente di secretare...”
Tutto quello che viene dopo è quindi coperto dal segreto.
A parlare è il prefetto di Trapani, Giuseppe Priolo, ascoltato pochi giorni fa dalla Commissione parlamentare antimafia che però, prima del lungo omissis, riporta “in chiaro” alcuni elementi d’interesse, collegati alla richiesta della presidente della commissione Rosy Bindi che ne aveva chiesto l’intervento per approfondire la situazione della “criminalità organizzata sulla candidature degli organi elettivi e sulla campagna elettorale del comune di Castelvetrano”, in vista delle prossime amministrative dell’11 giugno, che vedranno alle urne anche i comuni di Erice, Castelvetrano e Petrosino.
Cosa nostra, nonostante un potere ridotto dai numerosi arresti e sequestri che si sono succeduti negli anni, sarebbe comunque vitale soprattutto nel trapanese.
Secondo Priolo, sarebbe in grado di controllare parti del territorio, non solo col traffico di stupefacenti o con le estorsioni, ma anche attraverso l’infiltrazione negli appalti pubblici.
Insomma, appalti pilotati. Proprio come quelli che ci sarebbero stati al comune di Castelvetrano.
Un interesse per le pubbliche amministrazioni che la mafia ha sempre avuto in una provincia di Trapani dove “Se hai bisogno di qualche cosa, se hai bisogno di risolvere un problema, che sia una concessione o anche un certificato, è bene che ti rivolga al ‘don’ di turno – ha spiegato il prefetto - piuttosto che a coloro che istituzionalmente sono deputati a farlo”.
Ogni cosa girerebbe intorno a lui: Matteo Messina Denaro, il vero regista di tutto ciò che si muove in provincia.
A supporto di questo principio, Priolo cita anche le operazioni Freezer (così chiamata per le riunioni che si svolgevano dentro una cella frigorifera), Ermes 2 ed Ebano. Quest’ultima operazione ha invece riguardato l’asse pubblica amministrazione, mafia ed imprenditoria, con beni sequestrati per 6 milioni di euro e il sequestro delle carte degli appalti presso gli uffici comunali, dove fu eseguita anche una perquisizione.
Sull’intreccio mafia e massoneria, il prefetto di Trapani è stato molto diretto: “E’ un intreccio oggetto di inchieste giudiziarie e di altrettanto vasta storiografia e inchieste giornalistiche. In questa sede non posso valutare, se non in termini di supposizioni, ovvero di ragionevoli presunzioni, la possibile comunanza di interessi tra organizzazioni, quella massonica e quella mafiosa, che fanno della segretezza una regola rigida inderogabile.”
E sulle dichiarazioni del Gran Maestro Venerabile Stefano Bisi, riguardo al fatto che il Grande Oriente d'Italia è sempre stato contrario per idealità e valori, alla mafia, combattuta ed avversata, Priolo è stato molto diretto: “Dichiarazioni quindi di idealità, di legalità, di trasparenza, per certi versi contraddetti poi dal rifiuto che ha opposto nel momento in cui gli sono stati richiesti gli elenchi degli iscritti alla logge”.
E, in aggiornamento rispetto a ciò che la commissione aveva acquisito l’anno scorso, ha aggiunto che nei mesi scorsi “Il Gran Maestro del Grande Oriente è venuto a Trapani, dove ha diretto una sorta di, così definito, congresso mondiale della massoneria garibaldina. In questa occasione ha tenuto ad evidenziare la fornitura da parte del Grande Oriente di alcune tende per i lavoratori stagionali che durante la raccolta si riuniscono nella zona di Campobello di Mazara, in un campo che poi, per certi versi, è stato anche gestito dalla pubblica amministrazione comunale, per cercare di dare condizioni di decoro. In questo caso, assieme alle tende fornite da Libera e dall’amministrazione comunale (di Campobello di Mazara, ndr), sono comparse le tende con lo stemma del Grande Oriente. Era un modo legittimo di dimostrare un’attenzione alle problematiche sociali”.
Ma il dato maggiormente sottolineato dal prefetto è relativo ad una “Presenza massiccia di iscritti alla massoneria, emersa sia nell'ambito della compagine cosiddetta governativa, assessori della giunta e anche consiglieri comunali, che di dipendenti e funzionari dell'Ente.”
E’ poi entrato nel merito di questa presenza, su cui però, al momento non si hanno altre informazioni. E’ tutto secretato.
Egidio Morici