Agricoltura, D'Alì: "Bisogna intervenire urgentemente". Intanto arrivano gli aiuti europei
"La crisi dell'agricoltura aggravata dalla siccità degli ultimi mesi ha fortemente compromesso l'esito del raccolto dell'uva da vino e delle olive da olio, nella provincia di Trapani". Lo comunica il Senatore Antonio D’Alì, coordinatore provinciale del Partito di Forza Italia.
«Gli agricoltori sono stati costretti ad anticipare i tempi del raccolto e, ciononostante, il danno al reddito delle nostre aziende è assolutamente rilevante – aggiunge D’Alì -. Tutto ciò si aggiunge ad una situazione già critica, a causa dell’inaccettabile lentezza della Regione nell'erogazione di tutta una serie di contributi, peraltro afferente ai fondi europei e quindi non al bilancio regionale».
Il Senatore Antonio d’Alì propone due interventi assolutamente necessari. «Il primo è la dichiarazione di stato di emergenza dovuto all'andamento climatico. Il secondo riguarda l'applicazione, anche in conseguenza di ciò, delle procedure in deroga sull'istruttoria e sulle erogazioni di tutti i contributi europei che da tempo gli agricoltori siciliani attendono, con le stesse modalità che sono state già applicate nelle zone colpite dal terremoto. Anche la nostra è una calamità naturale, oltre che politico-burocratica».
«Crediamo che agli agricoltori siciliani debba essere riservato eguale trattamento – continua il coordinatore provinciale del Partito di Forza Italia -. Ciò consentirebbe che entro il mese di settembre possano essere pagate le diverse centinaia di milioni di contributi che gli agricoltori siciliani attendono ormai da troppo tempo (biologico, OCM, etc...). Tutto ciò lo chiederemo con forza, alla ripresa dei lavori parlamentari, al Ministro dell'Agricoltura e al presidente della Regione Siciliana».
AIUTI DA BRUXELLES - Una boccata d’ossigeno intanto è in arrivo per migliaia di aziende agricole siciliane, dopo un’estate di fuoco, caldo e siccità che ha messo in ginocchio l’intero comparto. Dopo lo stato di calamità per l’assenza di piogge dichiarato dal governo di Roma su richiesta di Palermo, gli agricoltori potranno ricevere anticipi fino al 70% degli aiuti diretti e fino all'85% dei pagamenti per le misure di sostegno dello sviluppo rurale legate alle superfici e agli animali. Il via libera è arrivato dalla Commissione europea, e riguarda tutte le imprese delle undici regioni italiane per le quali è stato dichiarato lo stato di calamità e altri nove paesi europei alle prese con siccità e condizioni climatiche avverse. Secondo le regole della politica agricola comunitaria, l'esecutivo europeo può autorizzare l'anticipo dei pagamenti dal 16 ottobre al 30 novembre fino al 50% per i sussidi diretti e fino al 70% per le misure dello sviluppo rurale.
Percentuali che per le domande 2017 sono state incrementate in deroga ai regolamenti e su richiesta di alcuni Stati, tra cui l'Italia, che hanno segnalato a Bruxelles i problemi di liquidità degli agricoltori. Gli imprenditori siciliani beneficiari dell’anticipo, sottolineano dall’assessorato regionale all’Agricoltura, sono circa 110mila tra chi ha fatto richiesta per gli aiuti diretti gestiti dal Ministero e chi ha invece chiesto contributi sulle misure a superficie previste dal Psr, per un ammontare complessivo di oltre 350 milioni di euro. Nel dettaglio, si tratta di circa di circa 100mila aziende beneficiarie di 250 milioni di euro di aiuti diretti, e di 10mila imprese che otterranno oltre 100 milioni di euro per le misure a superficie contemplate dal Piano di sviluppo rurale (biologico, aree natura 2000, aree svantaggiate e indennità compensative).
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