Alcamo, incendio: ecco i nuovi risultati dell'ARPA della campionatura del suolo
Sono stati pubblicati i dati dell'ARPA riguardanti una campionatura di suolo a seguito del disastroso incendio di Alcamo, che il 30 luglio scorso ha completamente bruciato e distrutto il centro di smaltimento rifiuti D'Angelo, in contrada Citrolo. Ricordiamo che l'incendio è divampato per più di 24h e dopo il suo difficoltoso spegnimento - per cui è stato necessario il lavoro dei Vigili del Fuoco e l'intervento di un Canadair - e nei giorni successivi la paura dei cittadini e degli abitanti delle zone limitrofe era rivolta ad un rischio dispersione e inalazione di sostanze tossiche, come la diossina.
Inoltre, generava parecchie preoccupazioni quello che era l'insieme di materiali - potenzialmente pericolosi - contenuti all'interno dell'impianto D'Angelo, inizialmente ignoto: successivamente, però, sono stati individuati la maggior parte di quei materiali che sono stati arsi dalle fiamme - ne abbiamo parlato più approfonditamente qui, su Tp24 - e sin da subito i dati rilasciati dall'ARPA hanno dissipato questi dubbi e hanno escluso il pericolo intossicamento da diossina. Ad oggi, i dati relativi al campionamento del suolo nelle zone individuate dall’ARPA si basano sullo studio modellistico della dispersione delle polveri sospese totali - proprio quelle polveri la cui potenziale pericolosità ha preoccupato non poco la cittadinanza alcamese.
“Prendiamo atto - afferma l’assessore all’ambiente del Comune di Alcamo, Roberto Russo - che i risultati analitici riportati nella nota appena pubblicata dall’ARPA sono inferiori ai limiti previsti dal D.lvo n.152/06 e assolutamente simili ai valori ottenuti in una località non interessata dalla nube sprigionatasi a seguito dell’incendio”.
Il Sindaco Domenico Surdi a tal proposito ha dichiarato che “sarà cura di questa Amministrazione seguire con la massima attenzione le ulteriori indagini che l’ARPA intende portare avanti, al fine di continuare un monitoraggio dei principali parametri ambientali del nostro territorio, sollecitando anche gli altri Enti per le rispettive competenze, a tutela della salute pubblica nonché della nostra economia agricola”.
Potete leggere qui la nota dell’ARPA pubblicata sul sito dell’ARPA.
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