Alcamo, monitoraggio civico sul Monte Bonifato: “400mila euro di fondi pubblici, ma tante criticità”
A pochi giorni dal 42° anniversario dell’istituzione della Riserva Naturale Bosco d’Alcamo, la rete Funtanazza Bene Comune rende pubblici gli esiti di un monitoraggio civico svolto sul Monte Bonifato.
Al centro del sopralluogo ci sono gli interventi finanziati con 380.438 euro di fondi pubblici destinati alla tutela e alla valorizzazione della Riserva.
La verifica è stata effettuata il 29 giugno, durante una passeggiata promossa per celebrare l’anniversario della Riserva. Il progetto, realizzato dal Comune di Alcamo in collaborazione con l’ex Provincia e finanziato con risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale Sicilia 2014-2020, secondo la rete presenta diverse criticità.
Servizi chiusi e opere non fruibili
Tra i problemi segnalati ci sono i servizi igienici dell’area picnic, che risulterebbero ancora chiusi al pubblico nonostante il recente ripristino dell’area. Il progetto prevedeva anche la sistemazione dei punti acqua vicino alle braci, ma secondo Funtanazza Bene Comune “ad oggi non erogano acqua e risultano di fatto inutilizzabili”.
Critiche anche sulla Casa del Boscaiolo, interessata dagli interventi ma ancora non fruibile. “All’interno sono visibili cumuli di rifiuti e non è data alcuna possibilità di utilizzo da parte della collettività”, denuncia la rete.
Il caso del Giardino Botanico
Uno dei punti più contestati riguarda il nuovo Giardino Botanico. Il progetto prevedeva la piantumazione di 300 giovani alberi appartenenti a dieci specie caratteristiche della Riserva. Per la sola attività di ricerca delle essenze vegetali da impiantare, si legge nel comunicato, sarebbero stati spesi 20 mila euro.
Durante il monitoraggio, però, nell’area recintata sarebbero state trovate “esclusivamente sterpaglie, erba alta e poche decine di piantine insecchite e ancora dentro piccoli vasi”, senza traccia dell’impianto previsto. La rete segnala anche dubbi sulla compatibilità tra la superficie disponibile e il numero di alberi indicati nel progetto.
Alberi, sicurezza e incendi
Il monitoraggio ha riguardato anche la sicurezza degli alberi e la prevenzione incendi. Funtanazza Bene Comune ricorda che il progetto prevedeva il taglio e la rimozione di circa 500 alberi morti a causa degli incendi. Tuttavia, sul versante sud del Monte Bonifato sarebbero ancora presenti molti alberi bruciati, considerati un possibile carico di combustibile in vista della stagione estiva.
Viene segnalata anche la situazione dell’ex Parco Avventura, dove da anni diversi alberi sarebbero ancora strozzati dai cavi d’acciaio delle vecchie installazioni. Alcuni, durante il sopralluogo, risultavano recentemente caduti.
La Funtanazza e la manutenzione
Alla Funtanazza, secondo la rete, la nuova doppia staccionata impedirebbe la lettura della cartellonistica storico-archeologica e multilingue, limitando di fatto la fruizione pubblica del sito.
Un altro nodo riguarda la manutenzione futura delle opere. “Ad oggi non risulta pubblicato il piano di manutenzione previsto dal progetto”, scrive Funtanazza Bene Comune, chiedendo chi dovrà garantire la cura ordinaria dei servizi, del verde e delle strutture finanziate.
La richiesta alle istituzioni
La rete collega queste criticità a un quadro più ampio, che comprende l’assenza del Piano di Sistemazione della Zona A, la mancata nomina del direttore della Riserva e del Consiglio provinciale scientifico da oltre quindici anni, la mancata attuazione del Piano di utilizzazione della Zona B e la scarsa fruizione pubblica dell’area.
“Al di là delle possibili difformità e vizi d’opera sui quali chiediamo alle istituzioni di fare piena chiarezza, ciò che emerge è un problema ancora più profondo: l’assenza di una visione per il futuro della Riserva e del Monte Bonifato”, afferma la rete.
E ancora: “Da una parte si investono centinaia di migliaia di euro di risorse pubbliche, dall’altra si lasciano strutture chiuse, opere non fruibili e spazi che ricadono rapidamente nell’abbandono”.
Funtanazza Bene Comune chiede al Comune di Alcamo, al Libero Consorzio Comunale di Trapani e alla Regione Siciliana di verificare pubblicamente quanto emerso dal monitoraggio, chiarire lo stato del procedimento di privatizzazione della Funtanazza e indicare il futuro della Casa del Boscaiolo.
L’invito è a partecipare all’assemblea pubblica del 25 luglio, alle 18, alla Funtanazza, per discutere del futuro del Monte Bonifato e della Riserva. “È arrivato il momento che le istituzioni considerino la cittadinanza attiva come una risorsa e non più come un problema”, conclude la rete.
Liberty Lines e le infrastrutture del quadrante occidentale: un tema complesso che abbiamo scelto di affrontare a tutto tondo attraverso un’intervista a Marco Dalla Vecchia, Direttore delle Infrastrutture della compagnia di...
È uno di quei piccoli regali che la natura, a volte, decide di fare senza proclami. Dove fino a poco tempo fa c'erano soltanto gli scogli e i grandi massi del lungomare Boeo, è comparsa una piccola spiaggia di sabbia. Un...
A pochi giorni dal 42° anniversario dell’istituzione della Riserva Naturale Bosco d’Alcamo, la rete Funtanazza Bene Comune rende pubblici gli esiti di un monitoraggio civico svolto sul Monte Bonifato. Al centro del...
Alex Britti farà tappa a Marsala il 7 agosto per Kebrillerà 2026, l’appuntamento estivo firmato Cantine Fina.Il concerto si terrà in cantina, nell’ambito del BRITTINTOUR’26. I cancelli...