10/10/2017 06:00:00

Marsala, ecco i dettagli sulle spese illegittime che Giulia Adamo dovrà restituire

Come abbiamo già raccontato, l’ex sindaco di Marsala Giulia Adamo, è stata condannata dai giudici della Corte dei Conti a restituire 65mila euro quale danno erariale per le spese illegittime fatte con i soldi pubblici quando era deputato regionale e capogruppo all’Ars del PdL prima, poi divenuto Futuro e Libertà per l’Italia.

Secondo i giudici della Corte dei Conti, Giulia Adamo, che ha già subito una condanna a restituire altre 175mila euro, come capogruppo dell’Udc, sentenza ancora non definitiva, "avendo la disponibilità del denaro, ne ha fatto un uso non accorto, disattendendo la corretta destinazione delle risorse gestite, in violazione dei principi generali di contabilità e delle norme disciplinanti la contribuzione pubblica ai Gruppi stessi". Ma come si è arrivati alla condanna di restituzione delle somme erogate a Giulia Adamo? La regola per i rimborsi prevede che i soldi rimborsati che non hanno alcun specifico documento che attesti il reale utilizzo per compiti istituzionali non sono giustificati e, come tali, vanno addebitati a chi li ha ricevuti.

L’importo contestato di € 53.790,00 rimasto privo di giustificazione, va ritenuto danno erariale e la Adamo deve quindi risponderne. Tra le altre spese che non trovano giustificazione ci sono quelle per le campagne elettorali dei deputati Scilla, Mineo, Greco e Currenti. Anche in questo caso per un totale di € 10.326,58.

Per le spese sostenute per la ristorazione per un totale di € 9.400,00, sono state ritenute illegittime e addebitare a suo conto 1650 euro totali. Altra voce contemplata tra le spese che la Adamo dovrà restituire è quella per l’acquisto di vari regali. Per un totale di € 2.430,00 la Procura ha contestato acquisti effettuati con i fondi del Gruppo che non hanno avuto alcun fine di natura istituzionale per il Gruppo parlamentare.

In particolare l’acquisto della famosa borsa “Louis Vuitton” per un valore di € 440,00, ma questo importo non dovrà essere restituito per prescrizione. Poi c’è l’acquisto di 3 bottiglie di vino del valore di € 300,00 presso la enoteca Veritas, andate in dono all’On. Miccichè; ed ancora l’acquisto presso la gioielleria F.lli Fecarotta di Catania di un boccale in argento, regalo di nozze per il figlio del deputate Nino Strano. Sulla cifra totale per i regali, quella che Giulia Adamo dovrà rimborsare è 1990 euro.

E ad incidere sul danno erariale ci sono le spese per consumazioni presso Bar-Buvette dell’Ars. Su una spesa totale di 16.152 euro, la somma che dovrà restituire è di 7.430,10 euro. Manca, infatti, la documentazione attestante la relazione di occasionalità tra le consumazioni fatturate a carico del Gruppo e l’attività istituzionale svolta dai beneficiari delle prestazioni pagate con i fondi pubblici. La spesa dunque non è stata giustificata ed è stata addebitata all’Adamo che ne ha consentito il pagamento.

Infine, c’è pure la spesa fatta per la pubblicazione di alcuni necrologi. Su una somma inizialmente contestata di 1.705,20, l’importo da restituire stabilito dai giudici è di 694,80. La difesa dell’Adamo ha giustificato la spesa ritenendola doverosa per manifestare pubblicamente la vicinanza ad una giornalista e una relativa a un giudice. Ma anche in questo caso, per i giudici il contributo risulta utilizzato in maniera impropria e non conforme. Non c’è, infatti, alcun collegamento con le finalità di funzionamento del Gruppo parlamentare presieduto dall’ex sindaco di Marsala.

Tale comportamento – scrivono i giudici nella sentenza - non può ritenersi connotato da assenza di colpa grave in quanto fondato su una prassi diffusa prima del 2012, come pure sostenuto dalla difesa dell’Adamo. Le prassi, infatti, hanno valore quando sono legittime, nel senso che servono a regolamentare comportamenti parimenti legittimi privi di riferimenti normativi procedurali, ma non possono essere prese in considerazione al fine di giustificare comportamenti illegittimi. Il comportamento dell’Adamo – si legge nella sentenza - si pone peraltro in evidente collisione con un principio comune ad ogni settore del diritto, ovvero con il principio che chi gestisce fondi non propri, debba rendere il conto a chi quei fondi li ha affidati in gestione. Tale principio vale necessariamente anche per i Gruppi parlamentari”.

Nei giorni scorsi l’ex sindaco di Marsala, dopo la sentenza di condanna si è difesa dicendo di volere fare ricorso in Cassazione e annunciando anche una conferenza stampa. Qui la nota completa con la dichirazione di Giulia Adamo:

 

In relazione alla sentenza emessa in questi giorni dalla Corte dei Conti, che ricordo non essere definitiva e rispetto alla quale ricorrerò in Cassazione, ribadisco di aver sempre gestito le risorse dei Gruppi parlamentari da me presieduti in maniera corretta e trasparente.
Come è noto, tutti i deputati che in quel periodo hanno ricoperto il ruolo di capo gruppo sono già stati condannati in appello sulla base di una interpretazione da parte dalle Corte che, in mancanza di una legislazione in materia e dell’obbligo di rendicontazione, oggi giustamente previsto ma allora inesistente, imputa la responsabilità di tutte le spese tout court ai Presidenti.
Di fatto mi si addebita la responsabilità, in qualità di Presidente del Gruppo, non per spese sostenute nell’interesse personale, ma per quelle effettuate dai membri del Gruppo parlamentare (convegni, rimborsi per attività politica svolta nel territorio, spese di rappresentanza, manifestazioni pubbliche a sostegno di attività politiche, finanche le somme impiegate per i necrologi a personaggi vicini alle istituzione).
Sono sempre stata rispettosa delle Istituzioni e della Magistratura, la mia fiducia rimane intatta, anche in presenza di una sentenza che non condivido e che auspico sarà riformata, come già avvenuto per la sentenza di condanna che ha ingiustamente determinato le mie dimissioni da Sindaco di Marsala, poi annullata dalla Suprema Corte di Cassazione. In ogni caso, ritengo doveroso approfondire e spiegare, nei dettagli, la natura delle spese che mi vengono contestate e chiarire al meglio la vicenda, cosa che farò nella conferenza stampa che sarà indetta per la prossima settimana. In quest’occasione sarà mia cura affrontare alcuni temi, di rilevante interesse per la provincia di Trapani, cari ai cittadini, che meritano di essere ripresi e rispetto ai quali intendo richiamare, a mia volta, l’attenzione delle procure di Marsala, Trapani e Palermo, unitamente all’Anti-mafia e alla Corte dei Conti.