Davanti al gip Riccardo Alcamo, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere quasi tutti gli indagati della recente operazione anti-prostituzione dei carabinieri di Marsala.
A voler rispondere alle domande del giudice è stato, però, indagato finito in carcere, il 66enne pregiudicato marsalese Matteo Giacalone, che alla presenza del suo difensore, l’avvocato Diego Tranchida, ha cercato di ridimensionare le accuse che gli vengono mosse.
“Giacalone – dichiara l’avvocato Tranchida – con i suoi chiarimenti ha ridimensionato molto il suo coinvolgimento nei fatti. Tanto da spingermi a chiedere la revoca della misura cautelare”.
Con l’ecuadoregna Hivilin Mariza Hortiz Hernandez, di 48 anni, posta agli arresti domiciliari, Giacalone è ritenuto uno degli organizzatori principali del giro di “squillo”, in gran parte sudamericane. Entrambi gli arrestati sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le case a “luci rosse” erano quasi tutte nel centro di Marsala. Otto gli appartamenti sequestrati dai carabinieri (sette a Marsala e uno a Mazara). Era lì che la Hernandez, difesa dall’avvocato Francesca Frusteri, avrebbe indirizzato il flusso di clienti. Per gli investigatori era lei, insieme a Matteo Giacalone, la mente dell’organizzazione. Le indagini, scattate nel 2013, hanno permesso di accertare come fosse la Hernandez a definire l’agenda degli appuntamenti, riferendo le qualità fisiche e professionali delle giovani donne a coloro che ne fossero interessati. Anche l’aspetto economico sarebbe stato gestito da Hernandez, che dalle giovani prostitute avrebbe preteso non solo un contributo economico per la locazione degli immobili, che a Marsala erano presi in affitto da un uomo di 49 anni (D.A.R.), ma anche un importo giornaliero di decine di euro, variabile a seconda delle prestazioni, arrivando ad accumulare in un mese migliaia di euro. Il "vice" della Hernandez era F.T., marsalese di 61 anni, che durante l’assenza dall’Italia dell’ecuadoregna si sarebbe occupato della gestione delle sistemazioni, del trasporto e delle esigenze delle prostitute. Matteo Giacalone, invece, grazie all’intermediazione di una brasiliana di 42 anni (M.A.E.), avrebbe reclutato ragazze straniere da sistemare in abitazioni nella sua disponibilità. Gli appartamenti utilizzati dal Giacalone erano stati messi a disposizione da L.P., di 30 anni, e da F.T., 60 anni, titolare anche di un’agenzia immobiliare (Edil Casa) in via Libertà. A difendere F.T. è l’avvocato Giovanni Galfano.