19/11/2017 06:00:00

Mafia, Castelvetrano: quando Becchina chiese a Santo Sacco di votare il senatore Marinello

Gianfranco Becchina chiese a Santo Sacco di fare campagna elettorale per il senatore Marinello.  I voti del mercante d’arte indicato come trafficante di reperti archeologici al senatore di Ap Giuseppe Marinello. Sono intercettazioni che risalgono al 2001 quelle inserite nel decreto di sequestro notificato ieri dal tribunale di Trapani a Giovanni Franco Becchina. L’intervento multimilionario della Dia di Trapani è avvenuto nell’ambito dell’inchiesta in cui emerge anche il nome del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro. “A gestire le attività illegali legate agli scavi clandestini ci sarebbe stato l’anziano patriarca mafioso, Francesco Messina Denaro“, dicono gli inquirenti “poi sostituito da suo figlio: il latitante Matteo Messina Denaro“.

Gli inquirenti, però, indagavano su Becchina da anni. E nel decreto di sequestro sono contenute alcune  intercettazioni dalle quali emerge come il mercante d’arte avesse sostenuto alle elezioni del 2001, Giuseppe Marinello, all’epoca candidato alla Camera con Forza Italia, oggi senatore di Alternativa Popolare. Alle ultime elezioni regionali siciliane, Marinello si è candidato nel collegio di Agrigento e ha portato 3.528 voti al candidato governatore del centrosinistra, Fabrizio Micari.


“Tu in questa provincia di Agrigento una mano all’amico mio non ci si può dare?”, diceva Becchina a Santo Sacco, sindacalista della Uil e uomo del superlatitante Messina Denaro. Sacco, che sarà poi condannato per mafia, si era subito messo a disposizione del mercante d’arte. “Quando vuole e come vuole, mi metto in macchina- diceva – Lei mi dica il nominativo, i paesi ed io mi metto in movimento. Una mattina faccio 10 telefonate, me lo fa incontrare, poi lo faccio incontrare con tutti pure l’assemblea ci possiamo far trovare”. “Si chiama Giuseppe Marinello. Per il Polo, il collegio di Sciacca – rispondeva a quel punto Becchina – Se non ti disturba, ti presento”. “Il sindacalista – scrivono gli inquirenti – rispondeva schernendosi con ironia”.“Ma io sono un servo del popolo, signor Becchina, lei non lo capisce”.

“Rileva la procura – scrivono sempre i magistrati - che a distanza di 15 anni da tali intercettazioni e dal sostegno elettorale profuso nei confronti dell’allora candidato Giuseppe Marinello, le indagini svolte dalla Procura di Roma in merito al traffico di reperti archeologici evidenziano come il proposto (Becchina ndr) continuerebbe a giovarsi, o quantomeno a vantarsi, dell’appoggio che l’odierno senatore della Repubblica Marinello avrebbe garantito ai fini di un progetto ambizioso portato avanti dallo stesso Becchina di creare un museo a Castelvetrano nel quale far confluire i reperti archeologici che a suo tempo gli furono sequestrati”.

"Ho conosciuto il signor Gianfranco Becchina nella sua qualità di produttore di olio di oliva ed ero a conoscenza di una sua personale galleria d’arte, ma il mio rapporto con il suddetto rientra nelle migliaia di conoscenze che come medico prima e come politico poi faccio giornalmente. Apprendo solo oggi con stupore, dalla stampa, che il suddetto e altri soggetti a lui vicini, peraltro operanti in altra provincia, si sono adoperati in mio favore e del compianto senatore Ludovico Corrao nelle lontane elezioni politiche di sedici anni addietro» è la replica del senatore di Ap, Giuseppe Marinello. ''Per ciò che riguarda la creazioni di musei o altro, posso tranquillamente affermare che non mi sono mai adoperato in tal senso e che esiste l’istituto del millantato credito. In ogni caso, darò mandato a legali di fiducia per valutare tutti i profili conseguenti, incluso l’uso distorto di notizie, al fine di tutelare la mia persona» aggiunge Marinello.



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