18/12/2017 06:00:00

Mafia, tra gli indagati del blitz di Castelvetrano, anche un ex consigliere che....

Tra gli indagati della scorsa operazione antimafia di Castelvetrano (ne abbiamo parlato qui),  ci sono due ex consiglieri comunali: Galogero Giambalvo e Gaspare Varvaro. Il primo non ha bisogno di presentazioni, lo conoscono tutti: era stato intercettato mentre giurava fedeltà a Matteo Messina Denaro e mentre auspicava l’uccisione di uno dei figli del collaboratore di giustizia Lorenzo Cimarosa, per evitare che continuasse a parlare.

Gaspare Varvaro invece fa parte dei primi 19 consiglieri che si dimisero dopo il ritorno in Comune dello stesso Giambalvo, in seguito all’assoluzione di primo grado relativa all’operazione antimafia Eden 2. Dimissioni avvenute dopo l’inarrestabile eco mediatica che evidentemente poté più degli asettici comunicati politici, archiviati i quali, l’imbarazzante consigliere sarebbe stato di fatto riaccolto.

 

In una conferenza stampa del marzo 2016, l’allora sindaco Felice Errante, fiero dei primi dimissionari che “avevano tolto d’imbarazzo la città”, aveva detto chiaramente: “Ricordatevi i loro nomi!”. E giù l’elenco, come la presentazione dei giocatori prima della partita della nazionale di calcio. L’imbarazzo vero doveva però ancora arrivare con lo scioglimento per mafia, avvenuto ugualmente pochi mesi dopo, nonostante l’autoscioglimento del consiglio e le tardive dimissioni dello stesso sindaco.

Ed è proprio tenendo a mente il suggerimento dell’ex primo cittadino, che ci siamo ricordati del consigliere Varvaro che, per carità (così come Giambalvo e gli altri che,  dopo il blitz dei giorni scorsi, sono sotto la lente d’ingrandimento degli inquirenti) è solo indagato e avrà modo, come si dice spesso in questi casi, di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati.

 

Certo, il documento di dimissioni che aveva firmato insieme ai colleghi consiglieri nel febbraio 2016 è impegnativo, perché parla anche del “radicato convincimento che la mafia vada combattuta con la pratica quotidiana della più trasparente legalità”. Una testimonianza in cui, nero su bianco, le frasi di Giambalvo intercettate dagli inquirenti, venivano fermamente condannate perchéturbano pesantemente le nostre coscienze e si appalesano incompatibili con il ruolo rivestito”.

Gaspare Varvaro era stato eletto consigliere comunale nel 2012 con 179 voti, tra le fila dell’Mpa, nello schieramento dell’allora candidato sindaco Giovanni Lo Sciuto. Ma appena dopo l’insediamento si era dichiarato indipendente, senza motivare la scelta. Avaro di parole, non sembra si sia mai distinto per particolari dibattiti politici o interrogazioni consiliari fin quando, dopo lo scioglimento del consiglio ed in vista delle amministrative del 2017, poi abortite dal commissariamento del Comune, fonda un movimento civico: Amare Castelvetrano. E con un comunicato stampa, ne spiega la mission: “Promuovere una politica dei valori come moralità, impegno e merito”.

 

Oggi si trova tra gli indagati del blitz del 14 dicembre scorso, ritenuto, insieme agli altri, concretamente attivo nella protezione della latitanza di Matteo Messina Denaro.

 

Egidio Morici