15/01/2018 06:30:00

Ecco tutte le spese "pazze" per cui è stata condannata Giulia Adamo

 “Non ho fatto spese personali come Bossi, non abbiamo pagato le lauree ai figli. Le spese sono state fatte per la politica, per riunioni e convegni”. Si difende così Giulia Adamo dopo la condanna in appello della Corte dei Conti a restituire 181 mila euro nel caso delle famose “spese pazze” all’Ars. Giulia Adamo, ex sindaco di Marsala, ed ex deputato all’Ars, è stata condannata per i soldi spesi dal suo gruppo, l’Udc, quando ne era presidente. Spese fatte, secondo i giudici contabili, non per rappresentanza istituzionale del gruppo per come prevedeva la normativa regionale. Questa è la seconda condanna confermata in appello per Adamo. La Corte dei Conti l’ha condannata anche a restituire 75 mila euro per le spese fatte dal gruppo FI quando ne era capogruppo. Nel procedimento penale, per peculato, la Adamo invece è stata assolta. “Nè io nè gli altri capigruppo abbiamo fatto spese personali”, dice Giulia Adamo annunciando il ricorso in Cassazione.
La Corte dei Conti ha condannato Adamo soprattutto perchè era, da capogruppo, responsabile delle finanze del gruppo parlamentare. Molte risorse invece sono state impegnate per attività non istituzionali, come l’affitto di sale per convegni, ristoranti, alberghi e dipendenti. Ci sono però alcune spese bizzarre, come le cravatte da 1300 euro e un dono di nozze di 2 mila euro, sempre con soldi pubblici. Giulia Adamo si giustifica così: “Il dono è stato per un dipendente che si sposava, e il gruppo voleva premiarlo. Le cravatte? Comprate dal mio vice presidente per i regali che allora si facevano”. Regali a chi? “A personalità politiche, a giornalisti…”. Ma non è questo il problema per Adamo. “Volete 1.300 euro per i regali, ok ve li do. Ma è cosa diversa che mi imputino pure gli affitti dei locali per l’Udc”.
Tiene la linea Adamo, insomma, mentre le spese contestate sono state tante, e in appello il suo conto con l’erario è aumentato.
La corte dei conti ha esaminato, una ad una, le spese “pazze”. Si tratta di addebiti all’erario compiuti tra il 2010 e il 2012. Vediamole, allora:

Anno 2010:
- Acquisto di sei tende verticali da 1450 euro, destinate alla Segreteria regionale dell’Udc e non al gruppo parlamentare e quindi non per fini istituzionali.
- Acquisto di tre Pc per 1760 euro, destinati a soggetti diversi dal gruppo parlamentare.
- Contributi per attività politica ai deputati Forzese, Pallavecchio, Ragusa e Lentini, per 4 mila euro. Non si trattava, per la Corte dei Conti, di somme erogate a titolo di rimborso spese già sostenute.
Anno 2011:
- contributi al partito: 27.500 euro. I giudici d’appello confermano quanto hanno sentenziato i giudici di primo grado. Cioè che si tratta di una spesa estranea all’attività istituzionale del gruppo parlamentare.
- acquisto di cravatte e carrè di seta: 1.320 euro. Fanno parte delle spese più bizzarre dello scandalo scoppiato anni fa in Sicilia. La corte dei conti non ha difficoltà a dire che cravatte e carrè non hanno nulla a che fare con la rappresentanza istituzionale.
- acquisto di servizi alberghieri e fruizione di sala riunioni : 2.500 euro.
- spese per consumazioni presso il bar-bouvette dell’A.R.S. : euro 7.559,50. Anche qui nessuna esigenza di rappresentanza. Inoltre i deputati avevano diritto ai buoni pasto.
- contributi per attività politica corrisposti ai deputati Giuffrida e Nicotra: euro 2.800,00.
- acquisto di otto iPad e di un iPod: euro 5.970.
- dono nuziale in favore del dipendente Marco Mascellino: euro 2.000,00. Dice la Corte dei Conti, in sostanza, mica le risorse pubbliche si possono usare per fare regali di qualsiasi genere...
- contributi per attività politica corrisposti ai deputati Giuffrida, Nicotra, Lentini, Parlavecchio, Ragusa e Forzese: euro 17.400,00.
- spese per alberghi e ristoranti: euro 4.443,50.
- spese per acquisto di carburante: euro 1.473,00. Si tratta di rifornimenti effettuati sull’auto del deputato Lentini, e non è stato ravvisato un collegamento tra il veicolo e l’attività del Gruppo.
- acquisti di materiale di cancelleria destinato alla segreteria regionale e provinciale dell’UDC: euro 525,00. Anche qui, non si possono fare acquisti con i soldi destinati al gruppo parlamentare per beni del partito. Partito e gruppo all’Ars sono due cose diverse.
Anno 2012:
- contributi al partito: euro 48.100,00.
- contributo per attività politica corrisposto al deputato Nicotra: euro 2.800.
- contributo corrisposto al signor Trovato Giovanni: euro 1.400,00.
- spesa per n. 3000 manifesti per campagna elettorale delle elezioni amministrative: euro 2.280,00.
- spesa per l’affitto della sala Imperia e spesa per spot elettorali e volantinaggio: euro 3.025,00
- contributo per attività politica corrisposto al deputato Giuffrida: euro 2.800,00.
- contributo per attività politica corrisposto a favore di Cipriani Giuseppe: euro 2.800,00.
- contributo per i festeggiamenti del 19 marzo 2012: euro 1.500,00.
- spese per attività di volantinaggio ed attacchinaggio: euro 4.800,00.
- spese per acquisto di carburanti: euro 3.405.
- spesa per l’acquisto di quattro climatizzatori destinati alla segreteria regionale del partito: euro 4.000,00.
- erogazioni a favore del deputato Lentini: euro 11.500,00.
- rimborsi di spese a favore di due dipendenti non stabilizzati: rispettivamente euro 1.250,00, euro 2.100,00 e 1.400,00.
- spesa per la campagna pubblicitaria del partito UDC: euro 3.327,50.
- spesa per spot pubblicitari su emittenti televisive:euro 3.000,00.