Mazara, antichi volumi della Curia sono stati digitalizzati
Cinque antichi tomi del 1400, tra incunaboli e cinquecentine, sino ad ora custoditi nella cassaforte del Seminario vescovile di Mazara del Vallo, saranno fruibili sul web. Il progetto completo è stato illustrato stamattina presso la sala “Carlo Borromeo” del Seminario, alla presenza, tra gli altri, di Alberto De Rosa, direttore della biblioteca centrale del Cnr “Guglielmo Marconi” e di monsignor Jean-Louis Bruguès op, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa.
L’accordo di collaborazione tecnico-scientifica tra Seminario e Cnr è stato firmato nell’aprile dello scorso anno, «per offrire a studiosi e a tutta la collettività la possibilità di consultare risorse poco accessibili e poco conosciute» ha ribadito il rettore del Seminario, don Pino Biondo. «Altro obiettivo, parimente importante, è quello di limitare la consultazione diretta dei documenti originali per evitare il logoramento causato dallo sfogliamento e consentirne una migliore conservazione» ha detto il direttore De Rosa. La biblioteca del Seminario vescovile è una fonte di studi per moltissimi ricercatori e storici. Al suo interno si trovano volumi antichi ben conservati che si possono consultare gratuitamente usufruendo delle ampie sale letture.
L’attività di digitalizzazione è avvenuta tra maggio e settembre presso la Biblioteca centrale del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma, dove i volumi antichi sono stati trasportati in sicurezza. «L’attività – spiega il direttore De Rosa – ha comportato l’effettuazione di circa 2300 scatti a 600 PPI in formato Tif non compresso, da mettere a disposizione dell’utenza».
Le attività operative con quattro tecnici, sono consistite, in primo luogo, nell’effettuazione degli scatti e nel relativo controllo di qualità. «Gli scatti sono stati condotti con l’intenzione di rendere pienamente la fisicità (forma e colore) del volume, inquadrando l’intero piano pagina, lo spessore e una parte del piano di scansione. Per ogni volume sono state, inoltre, acquisite le copertine, i dorsi, i fogli di guardia, i tagli inferiori, superiori e laterali. Per le filigrane, laddove rintracciate, si è provveduto infine ad effettuare degli scatti autonomi a risoluzione maggiore che le ritraggono nel particolare» ha ribadito il direttore De Rosa. La digitalizzazione dei cinque volumi provenienti dal Seminario siciliano, rappresentano la continuazione delle attività di digitalizzazione condotte dalla Biblioteca centrale del Cnr, già attiva in materia dal 2015 con l’inaugurazione del progetto “S&TDL”. I testi digitalizzati saranno disponibili in rete a partire dalle prossime settimane, con collegamento diretto al sito diocesano www.diocesimazara.it.
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