08/02/2018 06:30:00

La Sicilia nel baratro. E' la regione d'Europa con il più alto rischio di povertà

Che la Sicilia fosse povera lo si sapeva. Lo si intuisce girando per le strade, ascoltando le storie di uomini e donne che tentano di sopravvivere e mantenere una famiglia con pochi soldi. Con poche chance in una terra con un tessuto economico debolissimo. Poi arrivano anche i dati a confermarlo e a fotografare una situazione drammatica.


La Sicilia, infatti, è la regione d’Europa con il più alto tasso di persone a rischio povertà: il 41,8%. E’ la regione in cui un terzo tra i 15 e i 24 anni (esattamente il 31,9%) non studia nè lavora, sono i cosiddetti Neet. E’ la regione in cui una bimba nata qui nel 2016 ha una aspettativa di vita di due-tre anni in meno di una bambina nata altrove.
Sono dati elaborati da una ricerca sull’attuazione, in Sicilia, del Sia (il Sostegno all’inclusione attiva), ossia la misura contro la povertà adottata nel 2016 e che da quest’anno è stata sostituita dal Rei, il Reddito d’inclusione. Quest'ultimo è la prima misura strutturale a essere stata adottata in Italia per fronteggiare le situazioni di marginalità sociale.
Lo studio mostra che "l'incidenza della povertà relativa in Sicilia nel 2015 è quasi cinque volte più elevata che nel nord Italia" (del 25,3 per cento contro il 5,4 per cento), ed è di 2,5 volte maggiore della media italiana.


Il tasso di occupazione, qui, è tra i più bassi d’Italia tra le persone tra i 15 e i 64 anni. Le donne hanno un’aspettativa di vita minore, rispetto al Nord Italia. E’ questo un dato preoccupante sulla salute di una regione che non riesce a creare condizioni di stabilità e di benessere per le famiglie e per le donne-madri. Il tasso di occupazione è il più basso d’Italia, specie quella femminile. Solo il 26,5% delle donne ha un lavoro. Mentre per gli uomini la percentuale è del 50%. Liliana Leone, direttrice del Cevas, il centro di studi sulle politiche pubbliche con sede a Roma ha illustrato la ricerca nata dalla collaborazione tra Governo nazionale e Alleanza contro la povertà, la rete che nel Paese collega 37 tra associazioni, sindacati, enti e movimenti del terzo settore. In Sicilia la ricerca ha coinvolto 47 distretti sociosanitari su 55 scegliendo Palermo come il luogo di uno degli otto studi di caso svolti in Italia. I dati sono stati al centro del meeting "Contrastare la povertà per la crescita della Sicilia", organizzato a Palermo. Ad aprire i lavori, Rosanna Laplaca della segreteria regionale Cisl, che ha illustrato posizioni e rivendicazioni della Alleanza siciliana. "Il Rei - ha detto - è una grande sfida e anche una grande opportunità. Perché punta ad affrontare il tema dell'esclusione sociale con un approccio strategico e in un'ottica complessiva che mette al centro la persona". Il meeting di Palermo è stato organizzato nella sede della Missione Speranza e Carità per omaggiare la protesta continua del missionario laico Biagio Conte che negli anni ha espresso in diversi modi di protesta il disagio di una larga fascia sociale per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini per combattere la povertà. Secondo l’Alleanza contro la povertà serve "un piano regionale da adottare entro poche settimane e va rafforzato il ruolo di programmazione della Regione".


Il direttore dell’Inps Sicilia, Saltalamacchia ha dato le cifre al 31 gennaio delle istanze avanzate per l’accesso al Rei: sono 51.106 in Sicilia. Di queste, ne sono già state accolte 8.424 e respinte 9.982. Le altre sono in corso d’esame. "In Sicilia abbiamo avviato una manovra anticiclica che rimetta in circolazione, prestissimo, almeno un miliardo di euro, per ridare fiato alle piccole e medie imprese, dall'edilizia all'agricoltura, dall'artigianato alla pesca, dall'innovazione tecnologica al turismo. Una 'cura ricostituente' per riportare in carreggiata la nostra Isola e avviare una seria inclusione socio-lavorativa". Ha affermato in una nota, il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, commentando il report sulla povertà nell'Isola diffuso dal Cevas.