In Sicilia il lavoro nero e irregolare resta un fenomeno diffuso. A dirlo sono i dati dell’attività ispettiva dell’Inps per il 2025, presentati dal direttore regionale Sergio Saltalamacchia. I controlli hanno riguardato 694 aziende: solo 94 sono risultate in regola, mentre 600 presentavano irregolarità. Complessivamente sono stati accertati crediti per oltre 77 milioni di euro.
Nel corso delle verifiche sono stati individuati 435 lavoratori in nero, 10.828 irregolari e ben 5.309 rapporti di lavoro fittizi. Numeri che emergono nonostante il calo degli ispettori: erano 79 nel 2024 e sono scesi a 72 nel 2025. «Speriamo che con il nuovo concorso si possa arrivare a 150 ispettori per rafforzare i controlli», ha spiegato Saltalamacchia.
Maxi irregolarità tra aziende e grande distribuzione
Tra i casi più rilevanti segnalati dall’Inps c’è quello di un’azienda avicola nel Palermitano, dove un’ispezione con i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro ha portato alla luce un’omissione contributiva di circa 9 milioni di euro.
Un’altra operazione ha riguardato una società della grande distribuzione attiva nella provincia di Palermo: qui sono stati contestati l’uso indebito di ammortizzatori sociali e l’inquadramento dei dipendenti a livelli contrattuali inferiori rispetto a quelli dovuti. L’addebito complessivo tra contributi e sanzioni supera gli 8,5 milioni di euro.
In una catena di supermercati con sede a Barcellona Pozzo di Gotto e punti vendita nel Messinese, invece, gli ispettori hanno scoperto 15 lavoratori in nero e 241 lavoratori somministrati irregolarmente, con contestazioni per oltre 6 milioni di euro e segnalazioni all’autorità giudiziaria.
Scuole private sotto la lente: scoperta materna abusiva
Irregolarità diffuse anche nelle scuole private paritarie. Su 30 controlli effettuati nel 2025, otto hanno portato all’accertamento di contributi non versati e sanzioni per circa 1,7 milioni di euro. Individuati inoltre 19 lavoratori in nero e 32 rapporti di lavoro fittizi.
Secondo l’Inps una pratica ricorrente è quella di docenti e personale Ata che lavorano senza retribuzione in cambio del punteggio utile per le graduatorie della scuola pubblica, oppure la simulazione di rapporti di lavoro mai esistiti.
A Palermo è stata scoperta anche una scuola materna privata che operava da anni senza autorizzazioni. L’intervento con i carabinieri del Nas e del Nil ha portato alla sospensione immediata dell’attività: tutti e 16 i lavoratori impiegati erano in nero. Accertate anche gravi violazioni in materia di sicurezza.
A Catania, invece, in un ente di formazione per estetisti e parrucchieri, 29 insegnanti su 35 risultavano formalmente collaboratori coordinati e continuativi pur svolgendo attività da dipendenti. L’Inps ha quindi riqualificato i rapporti di lavoro contestando circa 400 mila euro di contributi evasi.
Irregolarità diffuse nelle case di riposo
Situazione critica anche nel settore delle strutture per anziani. Su 29 accertamenti conclusi nel 2025, ben 28 hanno portato a contestazioni, con oltre 2,6 milioni di euro tra contributi e sanzioni.
Gli ispettori hanno scoperto 59 lavoratori irregolari e 13 rapporti di lavoro riqualificati. In alcuni casi il lavoro nero veniva mascherato come volontariato per consentire ai lavoratori di mantenere i requisiti reddituali necessari per ottenere l’Assegno di inclusione.
In una struttura nel Messinese sono emersi anche gravi abusi sugli ospiti: una ventina di anziani sono stati trovati in un appartamento vicino alla Rsa, chiusi dietro una porta con catenaccio. L’intervento dei militari della guardia di finanza ha permesso di liberarli.
Ipab in crisi: debiti contributivi per oltre 53 milioni
Controlli anche sulle 85 Ipab presenti in Sicilia, enti pubblici assistenziali vigilati dalla Regione. Negli ultimi 28 accertamenti conclusi nel 2025 sono stati contestati ulteriori 3,5 milioni di euro tra contributi e sanzioni.
Il debito complessivo delle Ipab verso l’Inps supera ormai i 53 milioni di euro. Gli ispettori hanno inoltre segnalato alla Corte dei conti alcune situazioni anomale, tra cui incarichi multipli conferiti a pochi dipendenti pubblici che risultavano contemporaneamente in servizio in più enti, con compensi che hanno incrementato le loro future pensioni.
Agricoltura, migliaia di rapporti di lavoro irregolari
Il settore agricolo resta uno dei più colpiti. In 126 aziende controllate sono stati individuati 4.262 rapporti di lavoro irregolari e 4.882 fittizi.
Il numero più alto di irregolarità è stato registrato a Catania con 1.710 casi, seguita da Agrigento con 645 e Caltanissetta con 425. Anche per i rapporti fittizi guida la classifica Catania con 1.812, davanti a Siracusa con 1.338 e Ragusa con 846.
Secondo l’Inps oltre il 90% dei rapporti di lavoro fittizi scoperti nel 2025 in Sicilia riguarda proprio il comparto agricolo, con quasi 4.900 casi tra i braccianti. Il recupero contributivo accertato nel settore supera i 23 milioni di euro.