15/02/2018 06:00:00

Politica e antimafia, il misero squadrismo social dei Cinque Stelle di Corrao e soci

 Tempo fa abbiamo denunciato su Tp24.it, con una serie di articoli, come parte del Movimento Cinque Stelle, a Marsala, avesse cominciato una scalata nel sempre vulnerabile mondo dell'antimafia. 

Sono siciliano, conosco bene le cose di mafia, benissimo quelle dell'antimafia, ci sono cresciuto dentro, e posso dire con certezza che niente è più miserevole di chi alza la bandiera del finto impegno antimafia per un pugno di voti o qualche parcella in più.

Nel disegno dei Cinque Stelle questo impegno "alla moda dell'antimafia" si è tradotto nella candidatura alla Camera, nel collegio di Marsala - Trapani, di Piera Aiello, testimone di giustizia. Aiello non può mostrare il suo volto in video, dicono, per ragioni di sicurezza. Di lei qui non parlo oltre perchè conto di farlo nei prossimi giorni. Commentando in radio, con Rossana Titone, in diretta, su Rmc 101, nel nostro programma quotidiano, questo singolare aspetto della candidata senza volto, ci siamo chiesti: "Come farà, se eletta, a svolgere il suo mandato?". Risposta: "Magari si mette il burqa...". So che non è felicissima come battuta, ma siamo nel contesto di un talk show radiofonico che ha giusti momenti di leggerezza e altri di approfondimento. E le nostre taglienti battute satiriche non risparmiano nessuno.

Il giorno dopo, su questa battuta, l'europarlamentare e padrone dei Cinque Stelle, Ignazio Corrao, ha montato la sua macchina squadrista. Un montaggio veloce del nostro audio, l'immagine mia e di Rossana come una specie di foto segnaletica, le cose scritte in stampatello. Così i troll possono capire meglio e agire in fretta. E così è stato. Corrao (uno che fino a poco tempo fa non conosceva cos'era la mafia in provincia di Trapani, l'impegno in politica, e magari come era fatto non dico un parlamento ma un consiglio comunale...) ha inscenato il teatrino: ah, la battuta volgare, l'attacco alla vittima di mafia, siamotuttipiera, onestà, onestà. Lui che fino a una settimana fa, candidamente ammetteva: non so chi sia questa qui.... E le squadracce sul web si sono mosse all'unisono, con insulti grevi, offese, illazioni per me e la nostra redazione. Con il capolavoro finale di un comunicato del gruppo del Movimento Cinque Stelle all'Ars (i bonifici non li sanno fare, ma sanno manipolare benissimo i fatti a loro piacimento), che racconta di chissà quale attacco. La vittima di tutta questa vicenda è la povera testimone di giustizia. Perché nella sua ingenuità non ha capito prima e non capisce ora quanto il suo nome e la sua storia vengano sfruttate sempre per quel paio di parcelle e quel paio di voti in più.

Io, da parte mia, agli insulti dei Cinque Stelle rispondo con queste parole: "La Satira è satira, se ne apprezziamo l'irriverenza (spesso esagerata e pesante) quando riguarda gli altri, dobbiamo essere pronti ad accettarla allo stesso modo quando riguarda noi stessi". Sono parole proprio dello sfortunato Corrao "meravigliao", ai tempi in cui difendeva la discutibile vignetta del settimanale satirico Charlie Hebdo sul terremoto in Italia.   

Questa contraddizione (l'ennesima) la dice lunga su che cos'è non tanto il movimento Cinque Stelle (ci sono persone intelligenti e degnissime che ne fanno parte, e in privato mi hanno espresso la loro totale solidarietà in queste ore) ma quella sottospecie di classe dirigente che lo governa, e che lo ha trasformato in una casta degli anticasta, un partito in cui pochi, tra questi Corrao, Santangelo e altri, decidono per tutti, con un piccolo plotone di troll pronti ad eseguire ogni loro desiderio. D'altronde mica hanno un paraorecchi. Hanno addosso un burqa.

 Giacomo Di Girolamo