15/03/2018 10:59:00

Pagavano la commessa 200 euro al mese. Denunciati due imprenditori a Castelvetrano

 Pagavano  una dipendente duecento euro al mese, ovviamente in nero. Sono stati denunciati due "imprenditori" (ma possiamo chiamarli così?) da parte della Guardia di Finanza di Castelvetrano. Imponevano orari massacranti e nessun riposo settimanale.

Ad essere sfruttata una dipendente, che aveva necessità economiche. La società dei due, che è stata perquisita, è attiva nella vendita di giocattoli. I finanzieri sono risalti alla commessa dopo un controllo di routine nel negozio, e incrociando alcuni dati con quello che vedevano su Facebook.

I militari hanno chiamato la commessa in caserma, che ha confessato tutte le angherie subite, comprese le minacce. Qui il resoconto della Finanza: 

 Paghe di 200 euro mensili corrisposti a nero e in contanti, orari di lavoro massacranti e nessun riposo settimanale. Questi gli accordi tra due imprenditori e una giovane del posto costretta ad accettare una simile proposta di lavoro a causa delle pressanti necessità economiche e familiari.
La Guardia di Finanza di Castelvetrano ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione e sequestro disposto dalla Procura di Marsala nei confronti di una società attiva nel settore del commercio di giocattoli all’interno della quale lavorava una dipendente sottoposta a condizioni di totale sfruttamento.
Le indagini sono iniziate nel mese di settembre del 2017, a seguito di un normale controll fiscale eseguito nei confronti della società. In quella sede, nonostante il controllo avesse avuto esito regolare, uno degli esercenti è parso ai verbalizzanti visibilmente preoccupato.
Insospettiti dall’insolito comportamento, i finanzieri hanno avviato una approfondita attività info-investigativa condotta anche attraverso l’analisi dei social network.
Ed è stato proprio l’incrocio delle informazioni acquisite da Facebook con le risultanze delle banche dati in uso al Corpo a fare luce sulla vicenda. I militari, infatti, hanno individuato un profilo virtuale intestato al negozio ma amministrato da una signora che non risultava essere tra i dipendenti regolarmente assunti dalla società.
I finanzieri hanno quindi invitato in caserma l’amministratrice della pagina Facebook la quale, rassicurata dalla presenza dei militari, ha fornito dettagli e particolari riprovevoli sulle condizioni lavorative a cui è dovuta sottostare per diversi mesi.
Ha raccontato ai militari di essere stata più volte minacciata di licenziamento e di aver accettato il lavoro in quanto i titolari avevano promesso di assumerla regolarmente.
Nessun giorno di ferie, straordinari mai retribuiti, obbligata a lavorare anche gratuitamente e da ultimo costretta a non denunciare in quanto, per via delle vantate “importanti conoscenze” dei titolari dell’azienda, non avrebbe più trovato impiego a Castelvetrano.
La giovane commessa, proprio nel settembre 2017, fu cacciata via dal negozio e costretta dai titolari a nascondersi per evitare di essere controllata dai finanzieri che di lì a poco sarebbero entrati nel locale.
Nel corso delle attività investigative è emerso anche che i due imprenditori avrebbero approfittato del forte stato di bisogno della dipendente. Erano infatti pienamente consapevoli delle precarie condizioni economiche della ragazza e della necessità da parte di quest’ultima di ottenere un impiego.
Attesi i gravi comportamenti le Fiamme Gialle di Castelvetrano hanno segnalato alla Procura di Marsala i due imprenditori per il reato di sfruttamento del lavoro aggravato dalla minaccia, sanzionato con la pena della reclusione da 5 a 8 anni e con sanzioni amministrative che superano i 5.000 euro.
Il servizio in parola conferma il costante impegno della Guardia di Finanza nella lotta al fenomeno del lavoro “in nero”, non soltanto per finalità di recupero delle imposte e dei contributi evasi, ma anche per debellare casi di sfruttamento della manodopera irregolare.