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20/06/2026 09:00:00

La "Restanza" di CNA Sicilia diventa progetto concreto per i giovani siciliani

La “Restanza” non più come concetto astratto, ma come strategia economica e sociale da trasformare in politiche concrete. È questo il messaggio emerso dal convegno “Resto in Sicilia. Giovani, imprese, territorio”, promosso dai Giovani Imprenditori CNA Sicilia e ospitato nella Sala Belvedere della Camera di Commercio di Palermo ed Enna.

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dal Manifesto sulla Restanza, promosso da ANCI Sicilia e condiviso da una rete di organizzazioni economiche e istituzionali, tra cui CNA Sicilia.

Al centro del confronto, la condizione giovanile nell’Isola e i dati sul fenomeno migratorio: secondo il Rapporto Svimez 2025, tra il 2022 e il 2024 hanno lasciato la Sicilia oltre 44 mila giovani tra i 25 e i 34 anni, di cui circa la metà laureati. Nel lungo periodo 2011-2024, la perdita di capitale umano è stimata in 16,7 miliardi di euro, pari al 15,1% del PIL regionale.

Numeri che, secondo i promotori, impongono un cambio di passo immediato su temi strategici come accesso al credito, infrastrutture digitali, formazione, mobilità e sostegno all’innovazione.

 

 

 

DAL MANIFESTO ALLE PROPOSTE: I GIOVANI IMPRENDITORI CHIEDONO POLITICHE STRUTTURALI

Nel corso della giornata, imprenditori under 40, rappresentanti istituzionali ed esperti hanno lavorato alla definizione di proposte operative da integrare nel Manifesto sulla Restanza, con l’obiettivo di tradurre le idee in misure concrete per la Regione Siciliana.

Tra gli interventi anche la testimonianza della startup Kymia, fondata da Arianna Campione e Anna Cacopardo, seconda classificata al Premio Cambiamenti, esempio di innovazione nata e cresciuta in Sicilia.

Ad aprire i lavori è stato Alessandro Albanese, presidente della Camera di Commercio di Palermo ed Enna. Sono intervenuti, tra gli altri, Davide Tranchina (CNA Sicilia Giovani Imprenditori), Filippo Scivoli (CNA Sicilia), Mario Emanuele Alvano (ANCI Sicilia), Carmelo Traina (Patto per Restare) e Selene Re (CNA Giovani Imprenditori nazionale). Il confronto è stato moderato dal giornalista Matteo Scirè.

 

“RESTARE NON DEVE ESSERE UN ATTO EROICO”: IL MESSAGGIO DEI GIOVANI IMPRENDITORI

“Oggi non abbiamo solo parlato di restanza – ha dichiarato Davide Tranchina, presidente CNA Sicilia Giovani Imprenditori – ma abbiamo scritto le prime righe di un impegno collettivo. Le proposte emerse arricchiranno il Manifesto con misure concrete. Restare non deve essere un atto eroico, ma una scelta normale, sostenibile e premiata”.

Sulla stessa linea Selene Re, presidente nazionale CNA Giovani Imprenditori, che ha sottolineato come l’esperienza siciliana possa diventare un modello per tutto il Mezzogiorno: “I giovani imprenditori dimostrano che si può innovare restando. La Sicilia può essere laboratorio di futuro, non periferia”.

 

UN PATTO TRA GIOVANI, ISTITUZIONI E IMPRESE PER FERMARE L’ESODO

L’incontro si è concluso con un appello alla collaborazione tra imprese, associazioni e istituzioni. La “restanza”, è stato ribadito, non è solo una scelta individuale, ma una sfida collettiva che richiede politiche stabili, visione strategica e investimenti mirati.

L’obiettivo condiviso è trasformare il Manifesto in un vero e proprio programma d’azione per rendere il restare in Sicilia una possibilità concreta e competitiva.