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25/03/2018 02:15:00

La segretaria del Pd di Marsala si dimette, ed è stata coraggiosa

di Leonardo Agate - Marsala, come alla sede del Nazareno, a Roma, nella nostra piccola segreteria del Pd si ripete il dramma del Pd che a Roma ha personaggi più altolocati e toni più laceranti. E’ la fine della storia della sinistra italiana legata, per le radici, allo scomparso PCI, tramutata negli anni , attraverso diversi coaguli e contorsioni, nell’attuale Pd, di cui Renzi è stato l’affossatore.


Comunque vadano le cose a Roma, caput mundi e capitale d’Italia; se si arriverà presto o con difficoltà all’investitura dei nuovi presidenti di Camera e Senato; se si farà il governo e con chi; se, non potendosene fare uno con una maggioranza relativamente affidabile, si debba andare a nuove elezioni, e con quale legge elettorale, la vigente o una nuova: tutte queste cose sono dettagli, di fronte al fatto evidente che il popolo si è espresso alle urne del 4 marzo scorso in una direzione, che è l’opposto della precedente. I vincitori incontrastati di queste elezioni sono il M5S e la Lega, per il resto hanno perso tutti, o perlomeno tutti gli altri sono rimasti al disotto delle loro aspettative.
Quando si perde, come ha perso la sinistra, Pd e LeU, si litiga come quando in una famiglia si litiga per l’eredità del congiunto, in malo modo, anche offensivo, pure se l’estinto ha lasciato poco; le liti tra parenti essendo le più laceranti. I resti di quella che fu una grande armata battono in ritirata, con perdite ingenti di uomini e di idee.
Restano i ricordi del glorioso passato e gli stracci del presente; le mezze cartucce di oggi sfigurano al confronto delle figure storiche. Il Pd si è talmente imborghesito che sembra diventato nell’opinione della gente, e di molti fedeli ex comunisti, quello che appariva il PLI di Malagodi negli anni ‘50: il partito dei ricchi, che non ha contatti reali con il popolo.
Nonostante la trasformazione rovinosa del Pd, che è un tracollo, né si sa se potrà risorgere, nella segretaria del partito a Marsala è stato compiuto un atto lodevole dal suo segretario, Antonella Milazzo. Dopo due anni e mezzo di amministrazione comunale, che trascina stancamente i soliti problemi, con il sindaco Pd Alberto Di Girolamo, e altri pd in giunta oltre che in consiglio, il segretario del Pd cittadino ha presentato ieri sera una motivata e chiara lettera di dimissioni. Il motivo: la città che appare abbandonata a sé stessa e il mancato raccordo perdurante tra i rappresentati Pd al Comune, con eccezioni, e la segretaria del partito. Per questo la segretaria ha chiesto il ritiro dei pidini in giunta: Agostino Licari, Annamaria Angileri e Claretta Ruggeri. Non l’ha ottenuto, la segreteria si è spaccata e la segretaria si è dimessa.
Il sindaco ha dichiarato nei giorni scorsi che è da addebitare alla segretaria il mancato raccordo con la sua giunta, ed anche all’urgenza di certe procedure che non hanno consentito colloqui preliminari.
Nella diatriba, non ho titoli per schierarmi. Non sono tesserato, e la politica nazionale della sinistra e quella locale dell’Amministrazione mi stanno da un pezzo sulle scatole, come pure fece il centro – sinistra di Crocetta alla Regione. Ma un segretario del Pd che si dimette per coerenza con la propria linea politica, è un gesto nobile e coraggioso. E’ raro sentire da queste parti, ed anche in altre parti di questo Bel Paese, che una persona con un pubblico incarico si dimetta. E’ come vedere un uccello bianco in una volata di corvi neri. Per questo solo fatto, che appare stare più in alto del livello della politica politicante, non posso che elogiare il comportamento della segretaria. Ce ne fossero di più come lei in politica!