Telefonate e sms tra Di Maio e Salvini, ma al Senato non ci sono i numeri per Lega + M5s
Salvini e Di Maio si telefonano più volte al giorno, «ancora più numerosi gli sms» ammette il leghista, oggi, sul Corriere della Sera.
Facendo i calcoli, un governo formato da Cinque Stelle e Lega raccoglierebbe al Senato 167 voti, cioè 3 in meno di quelli che aveva Prodi nel 2006. Scrive La Stampa: «Procedendo a colpi di fiducia, un eventuale governo giallo-verde potrebbe resistere un po’. Purtroppo, il nuovo regolamento del Senato prevede due settimane di sedute ogni mese, e altre due di duro lavoro nelle 14 commissioni, vere fabbriche delle leggi. Con una maggioranza così striminzita, Di Maio e Salvini da soli avrebbero, se va bene, un voto di vantaggio in ciascuna commissione. Sarebbe dunque sufficiente che un leghista perdesse il Frecciarossa, o un grillino il bus della Raggi, e addio flat tax o reddito di cittadinanza».
L’ultima idea di Berlusconi: fare il ministro degli Esteri. Oltre agli ostacoli politici, c’è il problema della legge Severino. «Berlusconi dall’8 marzo poteva chiedere la riabilitazione delle funzioni politiche attive o passive e lo ha fatto», ricorda però Vittorio Sgarbi sul Messaggero. «Nell’arco di un mese può candidarsi in prima persona e per farlo non serve più Strasburgo».
A Palazzo Madama ieri si dovevano eleggere i quattro vicepresidenti, i tre questori e gli otto segretari d’aula. Mentre i vicepresidenti sono stati equamente divisi (Calderoli e La Russa per il centrodestra, Taverna per i Cinque Stelle, Rossomando per il Pd), i tre questori se li sono presi a maggioranza la Lega (Arrigoni), Forza Italia (De Poli) e M5s (Bottici). Pd infuriato per l’esclusione anche perché il peso specifico di un questore (in termini di potere) è assai più rilevante di quello di un vicepresidente d’assemblea.
Retroscena di Repubblica: «Renzi lavora per silurare Maurizio Martina e convincere Graziano Delrio ad assumere il timone del partito. Convincere Delrio, allora. Per capire cosa significa, occorre riferire di un aneddoto che ha già assunto i tratti di leggenda tra i dem. Siamo a Reggio Emilia, qualche giorno fa. Assieme alla moglie, l’ex ministro raduna i suoi nove figli. La riunione ha una sua solennità. Discutono della possibilità che “papà” conquisti la segreteria del Pd. Pesano vantaggi e svantaggi, gloria politica e privazioni personali. Alla fine, il “caminetto” familiare, in perfetta sintonia con il capostipite, decreta: meglio rinunciare».
Marsala 2026. L'ennesimo scontro politico sul porto
Il porto di Marsala irrompe con forza nella campagna elettorale, trasformandosi da infrastruttura strategica a terreno di scontro politico diretto. Non è solo un’opera: è diventato simbolo e identità della campagna...
Tenuta Gorghi Tondi a Vinitaly 2026: tra nuove annate, Sicilia DOC ed...
Tenuta Gorghi Tondi sarà presente a Vinitaly 2026, in programma a Verona dal 12 al 15 aprile, portando con sé il racconto di una Sicilia autentica, tra mare, biodiversità e viticoltura biologica. Situata...
Sanità trapanese: la polemica sul dottor Fazio e le difese politiche e sindacali
L’interrogazione parlamentare del deputato Ismaele La Vardera (Controcorrente), sollecitata dal gruppo politico ABC di Alcamo, con cui si sollevava una dubbia concentrazione di ruoli nella sanità trapanese sul dottor Luca Ezio Fazio, ha...
Micro-risparmio quotidiano: i metodi per mettere da parte piccole somme
Pochi centesimi al giorno, qualche euro alla settimana. Sembra niente, ma, sommati nel tempo, quei piccoli importi che sfuggono dall'attenzione possono trasformarsi in una cifra importante. Il micro-risparmio di ogni giorno parte...
Sezioni
