Petrosino, dipendente scansafatiche. Giudice dà ragione al Comune che la licenziò
Pratiche inevase, continui ritardi al lavoro, negligenza. Non ne voleva proprio sapere un'assistente sociale del Comune di Petrosino di compiere con diligenza il proprio lavoro, retribuito grazie alle tasse dei contribuenti.
Così dopo tanti richiami il Comune di Petrosino ha proceduto al licenziamento nel 2015. Una vertenza finita in tribunale. Il Giudice del Lavoro di Marsala ha prima condannato il Comune a reintegrare la dipendente. Adesso però è arrivata la sentenza d'Appello che dà ragione al Comune.
Si legge nella sentenza che le gravi mancanze addebitate alla dipendente non si limitano “soltanto ai continui ritardi nella timbratura di ingresso, condotta non contestata dalla dipendente, ma deve estendersi anche alla mancata tempestiva evasione di alcune pratiche, non essendo stata tale condotta negata dalla dipendente, ma soltanto da ella giustificata e dunque ammessa nella sua concreta sussistenza”.
In più sulla questione dei ritardi nell'orario d'ingresso al lavoro, ben 49 oltre l'orario in regime di flessibilità, “e dell’utilizzo improprio del codice relativo ai permessi retribuiti, occorre rilevare che tali comportamenti, non occasionali e contenenti perfino un elemento di artifizio, assumono il carattere di una grave, sistematica e fraudolenta violazione dell’orario di lavoro e dunque dei doveri fondamentali gravanti sul lavoratore, dovendosi pertanto ritenere contrari al c.d. minimo etico e tali da far venir meno quell’elemento fiduciario su cui deve essere improntata la collaborazione tra prestatore di lavoro e datore di lavoro”.
La sentenza emessa qualche settimana fa dà quindi ragione al Comune che ha provveduto già dal 2015 a licenziare la dipendente, adesso in secondo grado sono state accolte le tesi del Comune petrosileno e dei legali Valerio Vartolo e Francesco Bragagni. “Ci sono cose che umanamente dispiacciono. Ma è anche doveroso, oltre che umano, tutelare i cittadini che aspettano risposte e servizi efficienti. E poi penso a chi, invece, lavora e fa il proprio dovere ogni giorno. A tutte quelle ragazze e a quei ragazzi che hanno studiato, fatto sacrifici e non trovano un lavoro. Non si possono tollerare i furbi ed i fannulloni, vanno combattuti”, è il commento del sindaco Gaspare Giacalone.
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