Marsala, l'Asp annuncia che ridurrà le attese al Pronto soccorso. C'è da fidarsi?
L’Asp di Trapani annuncia soluzioni alle criticità del pronto soccorso dell’ospedale di Marsala. Per il Paolo Borsellino si parla di “nuovo modello organizzativo”. E’ l’ennesimo annuncio dell’azienda sanitaria provinciale sull’ospedale marsalese. L’ennesima promessa che le cose miglioreranno, che non ci saranno code interminabili e lunghe liste d’attesa. Ma c’è da fidarsi?
I vertici dell’Asp sono fiduciosi. Ieri si sono incontrati il commissario dell’ASP di Trapani Giovanni Bavetta con il direttore sanitario aziendale Salvatore Requirez, il direttore del presidio Francesco Giurlanda e il neo capo dipartimento dell’emergenza urgenza dell’ASP Massimo Di Martino.
“Il problema degli accessi non urgenti ai Pronto Soccorso – commenta Bavetta - è sempre più diffuso, in particolare a Marsala, con variabili significative determinate dall'organizzazione sanitaria, sia ospedaliera che territoriale. Il fenomeno provoca il sovraffollamento dei PS, che produce gravi disfunzioni organizzative del sistema emergenza e genera conflittualità tra utenti e istituzione sanitaria. Per questo interverremo sulle due principali criticità: il numero degli accessi e le modalità di dimissioni”.
Quali sono le novità, allora? Intanto, comunica l’Asp, il Punto di primo intervento verrà spostato dal primo piano ad un locale vicino alla sala d’attesa del pronto soccorso, così il paziente può restare nelle immediate vicinanze del triage, che manderà al Ppi gli utenti a bassa criticità (codici bianchi e parte dei verdi) secondo precisi protocolli. Tra le novità c’è il “Fast Track”, l’Asp la definisce “la procedura operativa per la strutturazione di un percorso veloce per ridurre i tempi di attesa in pronto soccorso per i pazienti che richiedono prestazioni per determinate patologie specialistiche”. In questa prima fase la procedura sarà attivata per due reparti: Ostetricia e ginecologia e pediatria. I pazienti con queste patologie, dopo la valutazione del triage, sono mandati o trasportati (se non in grado di camminare) all’ambulatorio di riferimento. Qui il medico compie l’anamnesi, somministra l’eventuale terapia sintomatica, effettua le indagini diagnostiche e l’opportuno trattamento, dispone le dimissioni o il ricovero.
“Questo adegua il Pronto Soccorso di Marsala – spiega Di Martino – ai protocolli organizzativi aziendali già operativi al S. Antonio Abate, che sono consultabili anche sul nostro sito, e che hanno consentito di ridurre il numero degli accessi l’anno di 1.800 donne con problemi ginecologici e 5 mila bambini con patologie a bassa criticità”.
Poi c’è il cosiddetto ricovero in “overbooking”. Cos’è? “Il paziente da ricoverare al termine della visita, e per il quale non vi è posto in reparto o in un ospedale vicino, non sosterà più nell’OBI (Osservazione breve intensiva) all’interno del PS oltre le tre ore, ma verrà ricoverato in un reparto all’interno dello stesso dipartimento, in apposite barelle da 78x200 cm, provviste di spondine”.
“Facendo così – aggiunge Di Martino – potremo utilizzare l’OBI per gli scopi per i quali è nato e liberare tempo medico e infermieristico da utilizzare per accelerare le visite, ridistribuendo il tempo a favore di chi ha necessità di interventi urgenti. Questo in ossequio anche alle disposizioni dell’assessorato alla Salute del 2017 sull’opportunità di un accesso il più rapido possibile alle prestazioni specialistiche”.
Per quanto riguarda invece i pazienti già precedentemente dimessi dall’ospedale, se questi tornano entro 30 giorni per la stessa patologia di dimissione, purché non portatori di patologia a carattere di urgenza/emergenza, gli accertamenti saranno svolti direttamente al reparto, che lo seguirà.
“Complessivamente questo sistema organizzativo – conclude Di Martino – a regime ha dimezzato mediamente i tempi di attesa al pronto soccorso dell’ospedale di Trapani e credo otterrà buoni risultati, con la collaborazione di tutti, anche a Marsala”.
Sarà la volta buona, per ridurre i disservizi all’ospedale di Marsala? Si comincia con il pronto soccorso, ma sono tanti i reparti che hanno bisogno di un “nuovo modello organizzativo” in cui tante cose non vanno, come abbiamo raccontato giorni fa su Tp24.it. I casi di lunghe attese, di critiche al funzionamento del pronto soccorso sono parecchi. L’ultimo in ordine di tempo il caso di una signora rimasta per 5 ore ad aspettare in pronto soccorso con una pericolosa emorragia cerebrale. Ultimamente anche il comitato “Orgoglio marsalese” è intervenuto per denunciare qualcosa che non va al Paolo Borsellino.
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