La vergogna del consiglio comunale di Marsala, che non riesce a riunirsi
Nella giornata di ieri pomeriggio doveva tenersi una seduta di Consiglio Comunale, tanto attesa da tutti i consiglieri poiché dedicata alle interrogazioni.
Niente di fatto.
Non è mancato per il Sindaco, ma perchè taluni consiglieri comunali, irresponsabilmente, utilizzano Palazzo VII Aprile come fosse casa loro.
Entrano ed escono, infischiandosene se ci sono orari di convocazione ben evidenziati in atti pubblici.
Enzo Sturiano, Presidente dell'Assise, non ci sta più a fare i comodi di chi pensa di non rispettare le istituzioni che dovrebbe rappresantare, per impegno preso innanzi gli elettori.
Era ora, è arrivato tardi in questo, Sturiano, ma c'è arrivato.
E ieri pomeriggio la seduta è saltata, niente numero legale, niente interrogazioni, niente lavori. Tutto rinviato ad oggi pomeriggio alle 17.
I consiglieri presenti erano in 15 su 30. Tre assenti giustificate: Luana Alagna, Francesca Angileri, Giusi Piccione.
Chi erano i presenti? Diciamolo, anzi scriviamolo, così ognuno è messo innanzi le proprie responsabilità (che non sono esclusivamente le passerelle degli eventi): Enzo Sturiano, Arturo Galfano, Ginetta Ingrassia, Giovanni Sinacori, Flavio Coppola, Oreste Alagna, Michele Gandolfo, Nicoletta Ferrandelli, Antonio Vinci, Mario Rodriquez, Federica Meo, Ignazio Chianetta, Vito Cimiotta, Walter Alagna, Pino Milazzo.
E allora dove erano gli altri consiglieri? Il Consiglio Comunale, per il quale tanto si battono, non è la sala da the per dolci chiacchiere pomeridiane.
Se non si riesce a comprendere questo forse è meglio dimettersi.
E allora, giusto per rendere onore alla verità, vediamo chi erano gli assenti: Angelo Di Girolamo, Pino Cordaro, Letizia Arcara, Eleonora Milazzo, Ivan Gerardi, Aldo Rodriquez, Rosanna Genna, Daniele Nuccio, Linda Licari, Alfonso Marrone, Calogero Ferreri, Alessandro Coppola. E mancavano all'appello le tre assenti giustificate.
Nello specifico la mancata seduta di ieri comporta anche un danno per le casse del Comune.
Se il consiglio si fosse tenuto ieri i dipendenti di Palazzo VII Aprile, che prendono le presenze in Aula, che guidano la diretta streaming e così via, fino alle ore 18 erano regolarmente in servizio,il giovedì è giornata di rientro per gli impiegati.
Oggi, invece, dovranno ritornare al lavoro alle ore 17 e quindi ci sono degli straordinari da pagare. Chi paga? Il Comune, cioè i cittadini.
Si potrebbe configurare il danno erariale.
Forse è il caso che qualcuno faccia ordine.
Se poi il ritardo alle sedute del consiglio diventa la regola, per come avvenuto negli ultimi mesi, sicuramente i consiglieri ritardatari saranno in altre faccende affaccendati, evitassero di candidarsi allora.
Fremevano dalla voglia di fare le interrogazioni, si lamentano se in Aula il Sindaco non è presente, le interrogazione non venivano fatte da sette mesi e poi saltano per mano degli stessi.
Tutto rinviato ad oggi, tanto il numero legale richiesto per questa seduta è di 12 consiglieri comunali.
Seduta aperta e chiusa , dunque ieri, in pochi minuti.
Oggi si ritenta, la puntualità non è solo una nobile forma di cortesia ma anche rispetto ed educazione.
Sarebbe il caso, pur mantenendo un certo fair play, che ci si fermasse a riflettere sul senso alto delle istituzioni.
Qui, non viene meno il rispetto per il Consiglio, per l'Amministrazione, qui viene meno il rispetto per la città.
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