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07/07/2018 06:00:00

Rifiuti: il Sindaco di Marsala all'attacco della Regione e di Musumeci

 La città di Marsala è stata fortemente penalizzata da un provvedimento regionale, voluto dal presidente Nello Musumeci, che, con un tratto di penna, ha deciso nell'immediato che l'RSU conferito non deve superare le 35 tonnellate giornaliere.
La spazzatura che si ritrova in giro per le strade, seppure nelle ultime ore sia stata ripulita la città, non dipende dal Comune.
Gli operatori di Energetika Ambiente non possono raccogliere l'indifferenziato perchè non c'è il luogo fisico dove poterlo conferire.
Sono state tante le polemiche e i malumori dei cittadini in tal senso ma il sindaco, Alberto Di Girolamo, e la sua Giunta qui non c'entrano nulla.

Indiscriminatamente il Governo regionale ha equiparato le realtà virtuose, come Marsala, ai Comuni che hanno scarsissime percentuali di differenziata, come Palermo ferma al 10% o come Siracusa al 5%.
Marsala, lo decide la Regione, paga le colpe di altri Enti Locali, soprattutto pur chiedendo risposte concrete, al Governo di Musumeci, queste non arrivano.
Brancolano nel buio, non ci sono provvedimenti immediati e quella che poteva essere una emergenza di poche settimane sarà destinata a durare tutta l'estate.

Ma c'è di più: Marsala adesso dovrà conferire presso la discarica di Bellolampo, i costi aumenteranno, sono 200 euro a tonnellata.
C'è preoccupazione da parte dell'Amministrazione Comunale che ha raggiunto, negli ultimi tre anni, buoni risultati, vanificati adesso da un provvedimento regionale senza precedenti, e che non tiene conto dei risultati e delle realtà.

Se la situazione dovesse continuare con le medesime condizioni, ecco che la Tari dal prossimo anno potrebbe subire aumenti, del resto 200 euro a tonnellata, per il conferimento a Bellolampo, sono un colpo salato per le casse del Comune.

Cosa si chiede allora? La massima collaborazione dei cittadini, che non fanno un favore a nessuno, se non a se stessi, nel differenziare bene.
Cura dell'ambiente, di oggi e di chi ci sarà domani, e contenimento della spesa.

Siccome la Regione dopo otto mesi ancora gioca a risiko con il sistema rifiuti, un sistema che guarda caso entra in emergenza sempre in estate (chissà come mai), non c'è altra alternativa che differenziare in maniera corretta.
E' cosa semplice, se ogni cittadino si impegnerà a differenziare in maniera seria, l'RSU prodotto sarebbe davvero inferiore.

Peraltro, è previsto un servizio aggiuntivo per chi deve conferire pannolini di bambini o pannoloni per gli anziani, in quel caso è logico che il rifiuto non può essere tenuto dentro casa.

Le catene di distribuzioni, quali attività di ristorazione e supermercati, devono attenersi scrupolosamente alla separazione della marteria organica dalla plastica e dalla carta. Non è ammesso che gli scarti della salumeria, ad esempio, siano conferiti con la carta perchè in quel caso il rifiuto prodotto è RSU, pertanto non ritirato. Inoltre per le attività in questione, e non per le utenze domestiche, è previsto il ritiro dell'organico ogni giorno.

Ci sono tanti controlli sul territorio, molte le contravvenzioni elevate.
L'impegno dell'Amministrazione c'è stato, e c'è, ma è necessario che il cittadino responsabile, partecipe alla vita della collettività, si impegni a rendere vivibili e civili gli spazi della città, che sono spazi di tutti.

I dubbi da sollevare sull'operato della Regione sono più di uno, ma quello che preme è capire perchè da anni l'emergenza è solo ancorata alla stagione estiva? Si vuole spingere verso la realizzazione di termovalorizzatori? La Regione faccia chiarezza, dica il Presidente Musumeci cosa intende fare, perchè i poteri speciali che ha chiesto e ottenuto da Paolo Gentiloni, allora Presidente del Consiglio dei Ministri, non hanno più senso a maggior ragione se tutta la responsabilità è stata spostata in capo ai Sindaci. Peggio di Ponzio Pilato.

Chiarisca anche il Governatore, ma lo facciano i due deputati marsalesi di maggioranza, Stefano Pellegrino ed Eleonora Lo Curto, cosa intende fare Alberto Pierobon, assessore regionale con delega al settore e ora consulente del Governo giallo verde.

Marsala fa i conti con un'altra emergenza che è quella idrica.

Non sono le micro rotture alle condutture che creano i problemi ma l'abbassamento delle falde acquifere, i pozzi hanno poca acqua e le scarse pioggie hanno fatto tutto il resto.

L'acqua va utilizzata con parsimonia senza che sciupi. Adesso è necessario che anche in questo campo la Regione dica la sua e indichi una strada, potrebbe esserci la necessità di realizzare dei dissalatori per la provincia, ma anche qui si brancola nel buio. Non si decide.

Per soccombere a tale emergenza, intanto, il Comune ha ottenuto l'autorizzazione all'utilizzo delle acque reflue depurate per l'irrigazione agricola.

E' possibile, inoltre, che l'approvigionamento dell'acqua nelle zone del centro venga diminuita per consentire alla zona nord della città il servizio.
Si invitano i cittadini a munirsi di appositi recipienti per evitare di rimanere a secco di acqua nel periodo estivo, viene sottolineato in conferenza.

Il sindaco Di Girolamo ha voluto fare chiarezza anche per i lavori che stanno attraversando la città, rete fognaria e rete idrica.
Le strade oggetto di tali lavori non sono state ancora asfaltate per due motivi: il primo perchè il terreno deve assestare e poi per consentire ai cittadini, che ancora non lo abbiano fatto, di mettersi in regola allacciandosi alle condutture.
Passato il tempo indicato dai tecnici le strade verranno asfaltate.
Tra qualche giorno inizieranno i lavori della rete fognaria nella zona sud dei lidi, i lavori interesseranno la parte interna, dei villaggi, non la litoranea che in estate è molto transitata. Lavori che dovranno essere consegnati e conteggiati entro il 2019, così come previsto dall'Europa.
Si è fatta chiarezza anche sulla mancata illuminazione di tutto il lungomare, la strada al buio è molto pericolosa.
L'assessore Salvatore Accardi ha assicurato che l'illuminazione del tratto compreso dal lido Pakeka fino alla Florio sarà ripristinato entro pochi giorni, mentre il tratto che insiste da dopo il mediterraneo e fino al confine con Petrosino è stato già illuminato.
Si è trattato di un furto di cavi di rame di circa 2500 m, mentre nella zona delle case popolari della via Tunisi c'è stato un altro taglio di cavi della luce, per il gesto vandalico il Comune ha sporto regolare denuncia.