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17/07/2018 06:00:00

Bosco: "Le improprie giustificazioni del Sindaco Tranchida sul caso del processo a Fazio"

 Gentile Direttore, La prego di voler considerare le mie brevi note di precisazione che si rendono necessarie per l’articolo “Mare Monstrum: perché il Comune di Trapani non è parte civile ? ” pubblicato sul Vostro sito Tp24 on line, il 15 luglio 2018, che mi chiama in causa.

Preciso intanto che il senso del mio scritto, mal commentato dal sindaco Tranchida, non voleva essere in alcun modo contro Fazio (ha già abbastanza problemi di suo e me ne dispiace).

I destinatari della mia nota, provocatoriamente chiamati in causa, sono il sindaco Tranchida e la stampa locale trapanese, su un problema politico da me posto nel silenzio a tutto campo ormai imperante in Città all’esito delle ultime amministrative.

Il quisque de populo ritiene che siccome Tranchida ha raccolto oltre il 70% dei voti, i cittadini devono ormai stare zitti ed ossequiosi e semmai prodigarsi in elogi quotidiani alla nuova amministrazione e la stampa locale sembra un po’ “sonnacchiosa” al riguardo.

La democrazia non funziona così, altri regimi forse. Comunque io non faccio parte del 70% anche se riconosco buone capacità operative allo stesso Tranchida che pure mi sta simpatico (e Lui lo sa).

Il nuovo Sindaco ha inteso dare un incipit ben preciso al nuovo corso politico e per primo atto deliberativo ha adottato un protocollo di “etica e legalità” per la costituzione di parte civile del Comune di Trapani. L’atto è semplicemente politico poiché da un punto di vista giuridico i concetti ed i principi ivi richiamati fanno gia parte del bagaglio istituzionale di tutti gli enti locali italiani e quindi nulla di nuovo sotto il sole, nemmeno la demagogia così proclamata e resa manifesta.

Però il significato politico dell’atto deliberativo c’è ed è ben preciso. La costituzione di parte civile di un ente locale non è un atto obbligatorio ma solo discrezionale di chi governa l’ente. Tranchida ha pubblicamente deliberato che la nuova discrezionalità politica è diretta alla costituzione di parte civile in tutti i casi in cui il Comune di Trapani subisce danni di immagine o altri danni, ha cioè dichiarato, impegnando sul punto gli uffici dell’amministrazione, in che direzione va la discrezionalità del Comune di Trapani sotto il suo governo.

Bene: fin qui (a parte un po’ di demagogia che personalmente non apprezzo). 

Arriva quindi la scadenza dell’ormai famoso processo Mare Monstrum e per i fatti narrati dalla stampa e per i contenuti resi noti della richiesta di rinvio a giudizio, l’udienza preliminare fissata per il 9 luglio, è certamente il primo scoglio che si pone davanti al nuovo Sindaco (che forse preso dai proclami di vittoria non aveva tenuto in debito conto la scadenza vicina), poiché il processo riguarda anche l’On. Fazio, notoriamente suo amico ed alleato politico negli ultimi anni. Ed allora la mia provocazione politica mirava a vedere “la fine del film” ma non perché sarei rimasto contento in caso di costituzione del Comune contro Fazio (la cosa mi è indifferente, anzi mi dispiace un po’ per Fazio, nonostante tutto) ma per misurare la coerenza del sindaco Tranchida: volevo vedere se a fronte del grande successo elettorale vi fosse una crescita dell’uomo o del politico, volevo vedere come si sarebbe giostrato di fronte al proclama ufficiale ed alla azione coerente che ne doveva seguire di conseguenza.

Nulla, solo il silenzio al riguardo; suo e della stampa locale trapanese che non si è accorta di nulla. Tranchida mi risponde male e fuori tema, dicendomi che allora avrebbe dovuto (o potuto) procedere contro il Sen.D’Alì; ma se non l’ha fatto ciò non è accaduto certo per fare una cortesia a me, dato che il Comune di Erice all’epoca in cui Tranchida era sindaco, aveva certo maggiori titoli per la costituzione rispetto al Comune di Castellammare del Golfo e di un’associazione antiracket e legalità di Alcamo che annovera tra i soci fondatori addirittura l’On.Norino Fratello (ed è quanto dire !).

Invito tuttavia per il futuro il sindaco Tranchida a rivolgersi direttamente al Sen.D’Alì per ogni lagnanza o questione che eventualmente li riguarda e a non rivolgersi mai più a me per loro tramite. Nel caso del Sen.D’Alì, Fazio non si costituì parte civile per il Comune di Trapani ma non fece la cosa sottobanco o in silenzio ma alla luce del sole e mostrando “le palle”; all’epoca la stampa locale tambureggiava al riguardo e non è da escludere che gli sia pervenuto qualche input da parte di taluno ed il Fazio avrebbe potuto cedere comodamente al fascino delle sirene incantate dell’antimafia tambureggiante, magari sperando di accattivarsi simpatie sinistre e trarre vantaggi personali per il futuro (come spesso accaduto in Sicilia). Ma non l’ha fatto mettendoci la faccia.

Il sindaco Tranchida accampa oggi scuse improprie sostenendo (così pare dal tenore dell’articolo) che il Comune di Trapani non avrebbe titoli per la costituzione. Dovrebbe invece sapere (ed è impensabile che non lo sappia dopo 20 anni che fa il sindaco) che il Comune è un ente locale c.d. esponenziale (non è un’offesa e può eventualmente farsi spiegare il concetto da diversi giuristi) portatore dei diversi interessi diffusi ed anche materiali della collettività che lo costituisce in un determinato territorio e ciò legittima l’ente locale alla costituzione in (quasi) tutti i processi che coinvolgono gli interessi del territorio locale: nel processo in questione il capo d’accusa indica in sostanza che sia stata svolta in modo infedele la funzione parlamentare regionale di un deputato eletto nel collegio di Trapani, poiché volta all’interesse di un singolo piuttosto che della collettività trapanese. Non si tratterebbe nel caso (secondo l’ipotesi della pubblica accusa) solo di un danno d’immagine ma di un danno concreto subito dalla collettività ad opera di un presunto pactum sceleris tra soggetti pubblici e privati che avrebbero sviato il pubblico interesse. La celebrazione del giudizio dirà poi se gli addebiti sono fondati o meno. In ogni caso a decidere se una parte che si reputa offesa o lesa possa diventare parte civile con la rituale costituzione in giudizio non è la stessa parte che ne fa istanza ma è il Giudice del processo che valuta i diritti in contesa. La parte, la Giunta Municipale nel caso, doveva solo manifestare una coerenza politica con un secondo atto deliberativo (dopo il primo su etica e legalità) conferendo incarico di costituzione all’Ufficio legale dell’Ente o a professionista esterno. Avrei anche voluto vedere la faccia dei legali del Comune che in passato (col precedente sindaco Damiano) si sono mostrati abbastanza riottosi ad assumere iniziative giudiziarie contro Fazio, per l’incompatibilità della carica, seppur espressamente richiesti dal Damiano, ma invano.

Sono argomenti seri che la stampa locale ha fatto scorrere sotto traccia e ciò mi dispiace molto perché il dato segna al ribasso i limiti della capacità di informazione sul territorio.

Siamo una Città ridotta ai minimi termini, anche e soprattutto culturali, e nelle mie valutazioni questo secondo aspetto è la causa del primo. Confido che i laboriosi cittadini trapanesi siano pronti a girare pagina, impegnandosi tutti a conoscere il funzionamento quotidiano della macchina amministrativa e politica del Comune, oggi affidata a Tranchida. La res pubblica è il bene comune e tutti, in particolar modo i cittadini cattolici (per come più volte ribadito dagli ultimi Papi), abbiamo il dovere di difendere il bene comune, di curarlo e preservarlo. Io non ho pregiudizio alcuno verso Tranchida al quale auguro buon lavoro anche nel mio interesse. Sarò pronto a fargli i miei complimenti ogni qualvolta lo riterrò giusto o a segnalare anche per iscritto e pubblicamente qualche incoerenza o malfunzionamento, quando lo riterrò giusto, isolando la mia voce dal coro silente (anche se la stampa locale riterrà ancora di rimanere in silenzio).

La ringrazio e molto cordialmente La saluto Avv. Gino Bosco