I veleni dell'antimafia, a Palermo nei guai l'associazione antiracket "Libero Futuro"
Giro di vite sulle associazioni antiracket in Sicilia. I Prefetti stanno monitorando la loro attività, soprattutto a Palermo e Trapani, cancellando dall'albo quelle "sospette", perchè inattive o utilizzate solo per la costituzione in massa di parte civile.
A Palermo ad esempio Libero futuro, storico gruppo del movimento antimafia palermitano, non ha più i requisiti di «affidabilità». Lo racconta l'edizione odierna di Repubblica. Il Prefetto Antonella De Miro ha chiesto la cancellazione dalla lista delle associazioni antiracket di Villa Whitaker, per «Affidabilità» compromessa. Nell’associazione figurano persone vicine ad ambienti mafiosi o soggetti comunque contigui.
Il legale di Libero futuro è la moglie di un imprenditore “interdetto” e madre di un socio dei Virga, colpiti da un sequestro di beni. Sotto accusa c’è il fondatore di Libero futuro, Enrico Colajanni, gruppo nato nel 2007 dalla scissione con il Comitato Addiopizzo.
L'indicazione arrivata dal nuovo commissario nazionale antiracket, Domenico Cuttaia, è stata chiara: è necessario «imprimere rinnovato impulso all’attività di revisione degli elenchi provinciali», è scritto in una circolare inviata ai prefetti di tutta Italia. Ed è necessario verificare la «specifica capacità operativa» delle associazioni.
A Palermo nella lista adesso figurano soltanto Addiopizzo, Cooperativa Solidaria e Centro Pio La Torre.
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