Castellammare, arresti domiciliari per Giuseppe Pace rinviato a giudizio per minacce
Il giudice per le indagini prelimiari di Trapani Emanuele Cersosimo ha concesso gli arresti a Giuseppe Pace, il 68enne di Castellammare del Golfo, originario di Balestrate, accusato assieme al figlio di minacce nei confronti degli acquirenti ad un’asta giudiziaria di una villetta di contrada Fraginesi a Castellammare del Golfo che era stata di sua proprietà, e per questo già rinviato a giudizio.
Il giudice ha accolto l'istanza dell'avvocato Fabio Sammartano, legale di Pace. Il 68 enne trascorrerà la detenzione domiciliare con l'applicazione del braccialetto elettronico, a casa del fratello, a Lampedusa. Nei mesi scorsi anche il figlio Pietro, di 40anni aveva ottenuto gli arresti domiciliari con il permesso di recarsi al lavoro. Il processo inizierà il 20 settembre davanti al Tribunale di Trapani.
I fatti hanno avuto inizio a maggio del 2017 quando una donna di Castellammare, Lucia D’Angelo, si aggiudicò ad un'asta giudiziaria la villetta che era di proprietà dei Pace e messa all’asta dopo una procedura esecutiva avviata da una banca creditrice.
Da quel giorno la signora D'Angelo e il figlio 35enne, Leonardo Candela, sono stati minacciati e intimoriti in tutti i modi per farli desistere dall'acquisto dell'immobile e quando sono stati inviati a casa della donna 8 cartucce da fucile, mamma e figlio si sono rivolti ai carabinieri denunciando l'accaduto alla Procura della Repubblica.
Madre e figlio hanno deciso di costituirsi parte civile contro i due presunti autori della persecuzione ai loro danni.
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