Inchiesta Montante. Schifani è accusato di "concorso esterno in associazione a delinquere"
“Concorso esterno in associazione a delinquere” è la nuova accusa che piomba su Renato Schifani, l'ex presidente del Senato coinvolto a maggio nell'inchiesta che ha portato all'arresto di Antonello Montante, ex numero uno di Sicindustria.
Schifani a maggio ha ricevuto un avviso di garanzia per rivelazione di notizie riservate e favoreggiamento nei confronti di Montante. Adesso, con la chiusura dell'indagine, gli viene contestato anche il concorso esterno in associazione a delinquere. L'indagine è coordinata dalla procura di Caltanissetta che ha passato svelato il cosiddetto “sistema Montante”.
Per Schifani quindi la posizione si fa ben più pesante. Stesso discorso anche per Angelo Cuva, docente universitario, per il questore di Vibo Valentia Andrea Grassi, e per Andrea Cavacece, capo del reparto Aisi, il servizio segreto civile. Su di loro gravano le ipotesi dei pm di aver costituito al servizio di Montante una rete di talpe e un sistema di dossieraggio capeggiato da Montante stesso.
Secondo gli inquirenti ci sarebbe stata una catena di informatori che avrebbe portato ad informare Montante che si stava indagando su di lui. Da Grassi a a Cavecece, ad Arturo Esposito (all'epoca capo dell'Aisi, fino ad arrivare a Schifani e poi a Cuva e al colonnello Giuseppe D'Agata, all'epoca nei servizi segreti.
L'avviso di conclusione delle indagini è stato notificato questa mattina.
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